Avanzata anche l’accusa di bancarotta preferenziale
Respinte le istanze di eccezione procedurali presentate dai legali delle sei persone che sono imputate per il crac del gruppo Saco, che fa capo alla famiglia Santarelli. Il crac del gruppo Santarelli è quantificato per circa 300 milioni di euro.
Si sono sollevate alcune eccezioni sulla costituzione delle parti del fondo americano Cerberus , detentore della maggioranza dei debiti del gruppo Saco, ma anche della società Lady Moon, insieme alla curatela fallimentare. I giudici del tribunale di Ascoli hanno deciso di rigettare le istanze da parte dei difensori e ammettere tutte le parti civili a processo.
Sono indagati per bancarotta fraudolenta il presidente della Saco, Pietro Santarelli e i figli Felice e Susi. Per loro è stata anche avanzata l’accusa di bancarotta preferenziale. Anche i tre componenti del collegio sindacale: Marcello Testa, Alessandro Tassoni e Bruno Formichetti, sono finiti davanti al giudice. Per l’accusa, i tre, pur erano a conoscenza del dissesto patrimoniale, avrebbero dato comunque un parere favorevole nelle loro relazioni. Ricordiamo che per la “Pietro Santarelli” è stato dichiarato il fallimento dal tribunale di Ascoli nel novembre 2019.
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