Covid19, l’anconetano Luca nel progetto no profit per la creazione di DPI per medici e infermieri

Luca Lascialandà

Un modo per trovare soluzioni alternative alle classiche mascherine ormai diventate introvabili

Ad oggi, ma forse in questo momento potrebbero essere già di più, sono morti 47 medici, strappati alle loro famiglie dal Covid-19. Anzi no. Strappati alle loro famiglie dalla mancanza di protezioni. E in questo momento sono proprio i loro colleghi che si stanno mobilitando per trovare soluzioni alternative alle classiche mascherine ormai diventate introvabili.

Il “Progetto Tony” è uno dei progetti di ricerca volti all’individuazione di nuove possibili soluzioni dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario nell’affrontare l’emergenza Coronavirus è quello di un gruppo di ricerca nato spontaneamente e a partecipazione volontaria composto da molteplici professionalità (in Italia e all’estero). Sono circa 18 a titolo esemplificativo e non esaustivo: ricercatori, medici, chimici-farmaceutici, ingegneri, esperti in stampa 3D, progettisti il cui obbiettivo è quello di creare maschere filtranti con metodiche di stampa 3D. Tra questi c’è anche Luca Lascialandà della Stampa3D Hi Tech s.r.l. di Ancona.

Lo scheletro della maschera è pensato come riutilizzabile e sterilizzabile mentre i filtri sono intercambiabili. Con il design delle maschere sono già a buon punto, hanno 4 design pronti per la stampa su vari tipi di stampanti sul territorio, per quanto riguarda i sistemi di filtraggio si stanno valutando 2 opzioni: utilizzare filtri commerciali riadattati e dopo una lunga indagine di mercato il gruppo è in contatto con alcune ditte specializzate che hanno offerto il loro supporto; creare filtri a basso costo e con materiali facilmente reperibili (almeno per ora quali granuli di carbone attivato, TNT, filtri HEPA, cotone o garze addizionati con sostanze ad azione antivirale come NaCL) anche in condizioni di blocco dei trasporti. Attualmente si stanno testando in laboratorio le varie opzioni.

È un progetto no profit il cui unico obiettivo è aiutare gli altri sfruttando la rete di stampa 3D presente in Italia.
“Non abbiamo fondi – ha detto il dott. Paolo Parchi, portavoce del gruppo ora a casa dopo essere stato contagiato dal coronavirus – e ringraziamo le varie aziende che ci stanno offrendo il loro sostegno e supporto gratuito ed incondizionato. Siamo aperti a chiunque: privato, ente o azienda ci voglia aiutare ad aiutare. Il tempo è nostro nemico stiamo cercando di fare il più velocemente possibile”.

È attiva una raccolta fondi con l’associazione Kiss (clicca qui).

L’elenco degli aderenti al progetto Tony:
Walter Antonucci – TRSM e Progettista 3D – Bari
Roberto Bargagna – Progettista 3D – Firenze
Veronica Ceccherini – Artigiano – Parma
Valentina Cervi – Medico Pisa
Fabio Forni – Ingegnere meccanico
Alex Gobbi – Ricercatore – Copenaghen University
Nicolò Guastella – Progettista 3D – Carrara
Baldacci Jury – Radar 1957 Firenze
Fotios Loupakis – Medico Chirurgo Oncologo – Padova
Marco Milia – chimico – Copenaghen
Mario Panattoni – Chimico
Paolo Parchi – Medico Chirurgo Ortopedico – Pisa
Paolo Pellegrini – Radar 1957 – Firenze
Pietro Pellegrini – Radar 1957 – Firenze
Nicola Piolanti – Medico Pisa
Nicola Ricci – Progettista 3D
Lorena Tedeschi – chimica-farmacologa ricercatrice CNR – Pisa
Delio Santalucia

Aziende che supportano nello sviluppo e nella rete di stampa 3D:
Andrea Arienti – 3D Nectech – Livorno
Lucio Ferranti – 3D Energy Group – Bologna
Luca Franceschi – Aereofeel filtri – Milano
Luca Lascialandà – Stampa3D Hi Tech s.r.l. – Ancona
Sergio Tornaghi – IPM Filters – Monza
Nicola Zocaro – Sicav spa Carboni Attivi – Chieti

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