Covid19, il virologo Clementi: “Mi sorprenderei se le nuove misure incideranno sull’andamento dell’epidemia”

Il commento del medico jesino: “Il futuro non è così nero come qualcuno ci vorrebbe far credere”

Massimo Clementi è nato a Jesi ed è un virologo di fama nazionale e internazionale, professore ordinario di Microbiologia e Virologia all’università Vita del San Raffaele di Miliano di cui è direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia. In un’intervista su Tvrs ha commentato le misure del Dpcm del 18 ottobre firmato dal premer Conte.

Mi sorprenderei che le misure che sono state adottate incidano in qualche maniera notevole su quello che è l’attuale andamento dell’epidemia. Se ci sarà un’evoluzione, sarà indipendete da loro. Perchè? Non sono stati affrontati i due o tre principali nodi del possibile incremento di questa fase: la scuola è stata lasciata come doveva essere perchè si è visto che non ha inciso sul numero delle infezioni, a parte qualche sporadico evento. Ma si doveva intervenire sui trasporti. Già l’80% è una percentuale di saturazione notevole che viene nei momenti di punta quasi sempre sorpassata e questo è uno dei nodi che questo decreto non scoglie. L’altro aspetto è stato il demandare ai sindaci gli interventi su piazze e vie di particolare aggregazione. – continua il virologo Clmenti – Potrebbe sembrare una giusta diversificazione perchè il Sindaco è in grado di intervenire dove è necessario. Ma in altri casi potrebbe sembrare uno scarica barile, ecco perchè in questo momento stanno tutti protestando (leggi). Stesso discorso per la movida. Sono nodi che non vengono affrontati in maniera chiara”.

Il virogolo poi esprime la sua opinione sul “futuro del Coronavirus”. “Il futuro non è così nero come qualcuno ci vorrebbe far credere. Al di là dei vaccini che stanno correndo – alcuni stanno dando risultati straordinari nelle fasi di validazione -, anche se ci vorranno ancora mesi (leggi); quelli che stanno arrivando in maniera prorompente sono i farmaci che lasciano ben sperare, e che daranno soluzioni concrete, saranno sempre più risolutivi.
Tutto questo va accompagnato ovviamente da un comportamento ortodosso da parte della popolazione, che forse ultimamente si era lasciata un po’ troppo andare”.

“Alla gente le cose vanno dette; serve una corretta e trasparente informazione” – conclude.