Covid, scuola aperta o chiusa? Acceso dibattito nell’anconetano

Attività didattiche in presenza già sospese a Jesi, Castelfidardo, Sassoferrato e Genga

di Marica Massaccesi

In vista della nuova ordinanza per i comuni in cui la curva epidemiologica sta crescendo rapidamente, il dibattito più acceso riguarda la scuola: deve rimanere aperta oppure è necessario chiuderla per abbattere più velocemente la curva dei contagi? La situazione negli ospedali e l’aumento dei casi di positività da Covid-19 non smette infatti di apparire preoccupante soprattutto nella provincia di Ancona.

 

Il sindaco di Jesi, Massimo Bacci, ad esempio ha dichiarato la sospensione delle attività didattiche in presenza per scuole secondarie di primo e secondo grado proclamando da oggi il territorio comunale in zona arancione. “Una decisione che va in contrapposizione all’ultimo dpcm – dicono il gruppo Priorità alla Scuola – in cui per le zone arancioni prevede l’attività in presenza al 100% per scuole dell’infanzia, elementari e medie e alle scuole superiori didattica in presenza alternata per minimo il 50% e fino al 75% degli alunni”. La sospensione sembra, nelle ultime ore, essere allargata ad altre scuole della provincia di Ancona, dopo che il presidente Francesco Acquaroli ha dichiarato zona arancione per venti comuni dell’anconetano (leggi). “Le chiusure generalizzate delle Scuole dimostrano nuovamente un fallimento della politica e dei governanti nel tutelare il Diritto all’Istruzione – spiega il gruppo marchigiano Priorità alla Scuola – essendo incapaci di attuare un serio piano di tracciamento a causa della mancanza di personale che, soprattutto nelle ultime settimane, è stato dirottato nella campagna vaccinale. La chiusura delle scuole deve essere l’ultima ratio, o quanto meno avvenire in maniera mirata, come nel caso dell’IC Soprani di Castelfidardo, laddove i dati confermano la presenza di un importante cluster”.

 

Anche nell’istituto comprensivo di Sassoferrato e Genga le attività didattiche sono sospese con il conseguente rinvio delle lezioni in presenza da lunedì 1 marzo, nonostante nei giorni scorsi è stato effettuato lo screening di massa a circa il 93% della popolazione scolastica totale a seguito di casi di positività riscontrati tra alunni e docenti. E continua il gruppo Priorità alla Scuola: “Le chiusure, inoltre, devono essere accompagnate da uno screening sulla popolazione scolastica interessata, in modo da garantire quanto prima la riapertura in sicurezza e circoscrivere i casi. Nell’ordinanza del Sindaco di Jesi, invece, si parla in maniera generalizzata di 10 casi nella fascia 11-13 anni senza fare riferimento a specifici focolai e mettendo la scuola alla stessa stregua di altri momenti di socializzazione, senza tener presente i rigidi protocolli adottati”.