Covid, Marche col fiato sospeso: le ipotesi per la prossima settimana

Report inviato a Ministro e Iss, Regione in attesa

Ore decisive per la provincia di Ancona e non solo. Il Servizio salute della Regione ha inviato al Ministro Speranza e all’Istituto Superiore di Sanità un report in cui viene delineata la preoccupante situazione sui contagi da Covid nell’Anconetano; unica provincia marchigiana dove nuovi positivi stanno aumentando, anche a causa della variante inglese. Sotto stress anche le strutture ospedaliere: Torrette e l’Inrca di Ancona hanno raggiunto il limite dei ricoveri, stessa situazione preoccupante al “Carlo Urbani” di Jesi o all’ospedale di Fabriano che, da piano pandemico, sarebbe un ospedale Covid free e invece si è trovato a dover ospitare dei positivi.

 

La Regione è ancora in attesa di una risposta da Roma e intanto si delineano i possibili scenari per la prossima settimana: si parla di una zona gialla rinforzata da estendere a tutta la provincia attraverso un’ordinanza regionale, oppure di micro zone rosse come quelle istituite in Umbria, o una zona arancione. Tutte le Marche restano con il fiato sospeso: i dati della provincia dorica potrebbero trascinare tutta la regione in zona arancione nonostante i numeri in miglioramento delle altre province.

 

Nella settimana dall’8 al 14 febbraio, la provincia dorica ha registrato il tasso di incidenza maggiore nella comparazione con gli altri territori (279,17). In quei sette giorni, il limite di 250 contagi su 100mila abitanti è stato superato da Sassoferrato (con un tasso di incidenza di 1128,6), Sirolo (740,4), Castelfidardo (658,5), Castelplanio (621,6), Loreto (539,4), Osimo (315), Jesi (290,2) ed Ancona (257,2). I Comuni con la maggior presenza di casi di variante inglese sono invece Castelfidardo, Ancona ed Osimo.

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