Cos’è il CBD – Info

Da diverso tempo si sente più spesso parlare di CBD, la sigla che indica il cannabidiolo, uno dei maggiori principi attivi della Cannabis sativa.

I suoi utilizzi sono molteplici e le sue proprietà sono un toccasana per il benessere dell’organismo. È per questo motivo che sono sempre più numerosi gli shop di CBD in Italia ed in tutta Europa.

Nell’articolo che segue andremo a conoscere nel dettaglio questa molecola e le sue funzioni, e come interagisce con il nostro organismo.

Cominciamo.

I Cannabinoidi

I cannabinoidi sono i componenti principali della Cannabis sativa; la pianta è caratterizzata da circa 480 composti chimici e di questi, 66 sono definiti cannabinoidi.

Tra i più importanti cannabinoidi conosciuti, i due che fanno maggiormente discutere sono sicuramente il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD).

Entrambi i composti interagiscono con l’organismo umano attraverso il sistema endocannabinoide. È stato scoperto, infatti, che anche il nostro organismo produce cannabinoidi, chiamati endocannabinoidi: molecole di segnalazione diffuse in tutti gli organi principali. Il primo endocannabinoide scoperto fu chiamato Anandamide e si lega ai recettori CB1 dell’organismo, presenti nel cervello, nel sistema cardiovascolare, nel sistema riproduttivo, nei polmoni, in fegato e pancreas, e nelle ossa e nei muscoli.

Successivamente vennero scoperte altre molecole che erano compatibili con i recettori CB2 presenti nel colon e nel sistema immunitario.

La cosa interessante è che i cannabinoidi della Cannabis sativa si legano agli stessi recettori degli endocannabinoidi, andando così ad influenzare il sistema endocannabinoide.

Funzioni del sistema endocannabinoide

Il sistema endocannabinoide è uno dei sistemi più importanti di comunicazione tra le cellule, permette infatti di mantenere l’omeostasi – ovvero l’equilibrio interno dell’organismo – e contribuisce alla regolazione delle funzioni vitali.

È costituito da tre elementi: gli endocannabinoidi, i recettori e gli enzimi. Gli endocannabinoidi registrano i cambiamenti esterni e attivano i recettori, in modo da segnalare le variazioni alle cellule che, a loro volta, innescano una risposta.

Una volta eseguito il loro compito, gli endocannabinoidi vengono distrutti.

I recettori del sistema sono rappresentati dai recettori CB1 e CB2, che si trovano nelle membrane di molti tipi di cellule.

La funzione dei recettori è quella di modulare il rilascio dei messaggi: i CB1 interagendo con i neurotrasmettitori, proteggono il sistema nervoso centrale dalle sovrastimolazioni, mentre i CB2 regolano le funzioni del sistema immunitario.

Infine gli enzimi presenti nel sistema hanno il compito di distruggere le molecole una volta portata a termine la loro missione. In questo modo si evita l’accumulo di metaboliti non più necessari.

È stato scoperto che anche i cannabinoidi della Cannabis interagiscono con i recettori del sistema endocannabinoide, e in particolare il THC si lega ai recettori CB1, mentre il CBD ai recettori CB2.

CBD vs THC

Il CBD è il secondo metabolita più noto della Cannabis sativa. La sua importanza è stata a lungo messa in ombra dal suo antagonista, il THC responsabile delle alterazioni fisiche e mentali provocate dalla sua assunzione. È il THC, infatti, ad essere la sostanza psicotropa che caratterizza la marijuana provocandone la dipendenza. Proprio per questo, l’opinione pubblica è sempre divisa quando si parla di Cannabis; sono ancora troppo poche le persone a conoscenza degli enormi benefici apportati dall’assunzione di cannabidiolo, eppure numerosi studi scientifici si sono concentrati sugli effetti di questo metabolita, che a differenza del più famoso tetraidrocannabinolo, è totalmente sicuro e legale.

Proprio perché il CBD si lega ai recettori CB2 del sistema endocannabinoide, ha effetti sul sistema immunitario, garantendone la perfetta funzione e non induce dipendenza come avviene per il THC, che invece agisce direttamente sul sistema nervoso centrale.

Gli studi hanno dimostrato che il CBD ha numerose proprietà indispensabili all’organismo umano:

  • proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie;
  • proprietà antiemetiche, ovvero attenua i disagi provocati dalla nausea;
  • proprietà antiossidanti;
  • proprietà antiepilettiche, ovvero contribuisce a ridurre le convulsioni e a dare sollievo ai soggetti affetti da epilessia;
  • proprietà antidiabetiche, abbassa infatti gli zuccheri nel sangue.

Il cannabidiolo viene spesso utilizzato per calmare gli stati d’ansia e recenti studi stanno cercando di dimostrare che il CBD è in grado di bloccare il processo di formazione delle metastasi tumorali, e nonostante la ricerca sia ancora lunga e complicata, è già noto che il CBD apporti benefici ai malati di leucemia.

Possiamo quindi sostenere che, anche se il THC è più noto alla massa proprio per le sue caratteristiche, è il caso di dirlo, stupefacenti, è proprio il CBD il componente più importante della Cannabis sativa.

Conclusioni

Ribadiamo ancora una volta che quando si parla di Cannabis si tende sempre a trovare il lato negativo, a torto, perché la canapa è una pianta straordinaria e sarebbe limitante e ingiusto associarla solo agli effetti psicotropi del THC.

La Cannabis light, infatti, non possiede tetraidrocannabinolo, ma solo CBD e questo non ha effetti collaterali, come afferma il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Vero è che, come in ogni cosa, ci vuole moderazione.

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