Coronavirus, Ceriscioli “The day after”: “Governo schizofrenico, io penso alla salute dei marchigiani”

“Andiamo avanti, convinti della bontà del nostro provvedimento”

di Roberto Scorcella

Mentre c’è attesa in mattinata per la conferma da parte dell’Istituto Superiore di Sanità del primo caso positivo di coronavirus nelle Marche, il presidente della regione Luca Ceriscioli è intervenuto in diretta su E’tv Marche.

Quella di ieri è stata una giornata lunghissima. Dove Ceriscioli, motu proprio, a un certo punto ha deciso di non aspettare più e di procedere con la firma dell’ordinanza con la quale venivano chiuse le scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio regionale fino al 4 marzo. Una decisione che ha irritato e non poco in primis il presidente del consiglio Giuseppe Conte, al punto che il Governo centrale ha ufficialmente dichiarato che impugnerà l’ordinanza davanti agli organi competenti. “Con la sua decisione unilaterale di firmare un’ordinanza per la chiusura di tutte le scuole e Università della Regione Marche, il Governatore Luca Ceriscioli si sfila dall’accordo che era stato raggiunto solo poche ore prima nel corso dell’incontro tra governo e Regioni tenutosi alla Protezione Civile e viene meno all’impegno preso con tutti gli altri Governatori che invece si stanno attenendo alle disposizioni concordate” hanno dichiarato in tarda serata il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, dell’Istruzione Lucia Azzolina e dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, in una nota congiunta.

Ceriscioli conferma e spiega. “Aspettavamo da ieri mattina queste linee guida per tutto. Dal Governo non arrivava nulla e a quel punto ci siamo comportati esattamente come le altre regioni. Non credo che abbiamo fatto cose diverse da quelle che hanno fatto gli altri. Abbiamo adottato misure di prevenzione, e questo va sottolineato: servono a ridurre le possibilità di contagio”.

In merito all’aspetto pratico-normativo dell’impugnazione da parte del Governo, Ceriscioli ha aggiunto: “Normali dinamiche di contenzioso, ci saranno dei giudici che si pronunceranno e quindi non sarà certamente una cosa immediata”. Tradotto: per quando ci sarà un pronunciamento da parte degli organi competenti, l’ordinanza delle Marche avrà già probabilmente fatto il suo corso. Quindi, con ogni probabilità, la chiusura delle scuole resta confermata fino al 4 marzo.

Il primo caso di positività al coronavirus nelle Marche, difficilmente cambierà l’atteggiamento “ostile” del Governo nazionale verso le Marche. “Non credo che questo faccia tornare il Governo sui suoi passi” spiega Ceriscioli che aggiunge “ma posso dire questo. Io sono convinto della bontà del nostro provvedimento. Le Marche chiedono solo di avere gli stessi strumenti che hanno avuto altre regioni nelle stesse condizioni. Questo è importante da affermare perchè anche in altre situazioni estremamente delicate sembra di vivere un comportamento schizofrenico da parte del Governo, che non è un Governo di centrosinistra ormai mi pare chiaro, che dà alcuni strumenti ad alcune aree e ad altre no”.

Il braccio di ferro fra Governo e Regione Marche, quindi, è appena iniziato. A chi giovi creare tutta questa confusione nei cittadini, già disorientati dall’emergenza sanitaria, non si è capito. Soprattutto, al di là del giudizio che si può dare soggettivamente sulla decisione presa da Ceriscioli, non si riesce a capire perchè Conte e il Governo centrale abbiano preso di mira solo ed esclusivamente la Regione Marche, prima con la figuraccia in diretta nazionale di lunedì e poi con l’avvio di un braccio di ferro non solo dannoso ma anche inutile, visti i tempi che richiederà l’impugnazione dell’ordinanza. Di sicuro, non si tratta di una questione politica. Come ha detto Ceriscioli, “il Governo è stato più accondiscendente con la Liguria che con le Marche”, proprio a sottolineare come la Liguria sia amministrata dal centrodestra a differenza delle Marche.

Allora, cui prodest? Difficile da dirsi. Di certo, i marchigiani ne hanno passate già troppe per poter assistere alle sceneggiate delle ultime ore. E chiudiamo con una chiosa: se il Governo centrale aveva tanto a cuore le sorti dei marchigiani, se ne è ricordato troppo tardi. Se l’intenzione è quella di “commissariare” la Regione, allora Conte poteva farlo prima perchè ne avrebbe avuta la possibilità sia da presidente del consiglio del Conte I che del Conte II. Ma in materia di terremoto, invece, la verve decisionista di questi giorni non l’abbiamo mai vista nè sentita.

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