Le pagelle del Montefano che ha regolato abbastanza agevolmente i rivali ancora senza allenatore. Sfilza di 7
MONTEFANO
TALOZZI: 6. Viene impegnato poco, dando sicurezza nelle uscite e respingendo i tentativi avversari.
ROSOLANI: 6,5. Preciso negli anticipi, non concede spazi né commette errori di lettura difensiva.
GALEOTTI: 6,5. Partita solida in marcatura, riesce a limitare col fisico Tittarelli.
BERNARDI: 6,5. Non rischia nulla, chiudendo con puntualità e provando qualche lancio in avanti.
MARTEDÌ: 7. Puntuale nel tornare in difesa, dà un importante apporto con cross e scambi in area.
STRACCIO: 7,5. Domina a centrocampo, vincendo i contrasti e recuperando palla. Realizza il gol del definitivo 2 a 0 con un preciso destro a giro.
BAMBOZZI: 6,5. Insidioso su punizione, innesca i suoi con lanci lunghi e cambi di campo.
NARDACCHIONE: 6,5. Inventa pericoli a sinistra con cross, sovrapposizioni, e un tiro in porta.
PALMUCCI: 7,5. Innesca le azioni d’attacco, offre filtranti ai compagni e conclude due volte. Una grande prestazione a cui è mancata solo la rete.
CORNERO: 7. Si dimostra già dentro i meccanismi di squadra, creando insidie in velocità e servendo l’assist per la rete di Stampella.
STAMPELLA: 7. Si propone in profondità, sbloccando la gara con la rete dell’1-0 e avendo un altro paio di chances per segnare.
SUBENTRATI
CASTIGNANI: 7. Abile in progressione e pericoloso in area. Un ingresso con la testa giusta.
FERRETTI: 7. Mostra la sua qualità nell’azione in cui serve l’assist per il gol di Straccio.
BONACCI: 6. Si propone come riferimento offensivo, e ha una grande occasione per segnare.
CAMILLONI: 6. Consolida la mediana nella parte finale di gara, andando anche al tiro.
MAGINI: 6. Si fa notare per qualche ripartenza interessante negli ultimi minuti di partita.
ALLENATORE
Lorenzo Bilò: 8. Il Montefano comincia il 2026 con la sua certezza principale: al Dell’Immacolata la squadra diverte, segna e, quasi sempre, vince. In questo caso lo fa contro un avversario che ha opposto ben poca resistenza, lasciandosi dominare per quasi tutta la partita. Promossi i singoli di tutti i reparti, incluso un attacco che con Cornero è parso più vivace e incisivo, maggiormente in grado di sfruttare le numerose occasioni create.
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MATELICA
GINESTRA: 6,5. Salva più volte i suoi con parate preziose. Ha poche responsabilità nelle reti subite.
MONTELLA: 6. Nel primo tempo concede poco, di più nella ripresa, ma non commette errori gravi.
MARINO: 5. Si perde in marcatura Stampella sull’1 a 0, e non riesce a chiudere sul destro di Straccio nel secondo gol.
LAPI: 5,5. Non sempre perfetto in marcatura, va in difficoltà nell’arginare prima Cornero e poi Ferretti nelle due reti viola.
MERLI: 5. Soffre le incursioni di Cornero e Martedì, non riuscendo ad opporsi in modo adeguato.
ANTONIONI: 6. Lotta e cerca di recuperare qualche pallone a centrocampo, andando anche al tiro.
MENGANI N.: 5,5. Non riesce ad arginare le ripartenze viola, perdendo duelli fisici e in velocità.
MENGANI E.: 6,5. Il più attivo dei suoi, quello che cerca di creare qualche insidia sulla destra, e ha due occasioni per segnare nei minuti finali.
SFASCIABASTI: 5. Tocca pochi palloni e non riesce ad esprimersi, limitato dalla difesa avversaria.
D’ERRICO: 5,5. Tenta qualche spunto in ripartenza, ma è impreciso e nella ripresa non si vede più.
TITTARELLI: 5,5. Stoico nel lottare per far salire la squadra, ma gli viene impedito di rendersi pericoloso.
SUBENTRATI
PEDRINI: 6. Si propone con qualche traccia in ripartenza, ma viene contenuto prontamente.
BUCARI: 6. Aggiunge maggiore copertura e spinta sulla fascia sinistra.
BONVIN: 5,5. Prova a creare un po’ di scompiglio in area nell’ultimo quarto d’ora, ma invano.
ALLENATORE
Gabriele Scandurra: 5. Il Matelica inizia l’anno con un KO grave, non tanto per il risultato, quanto per l’atteggiamento, parso per quasi tutto il match troppo blando per rappresentare un serio pensiero per il Montefano. La situazione relativa alla guida tecnica e alcune assenze sono fattori che hanno sicuramente influito, ma la reazione alle due reti incassate sarebbe dovuta essere diversa, anche di fronte a una partita quasi perfetta dell’avversario.
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