Convento del Santissimo Crocifisso, iniziano i lavori

Giornata storica per Treia. Un grande lavoro messo in campo da Ricostruire e Turla, tutta la soddisfazione del Sindaco

A Treia inizia in anticipo la festa del Santissimo Crocifisso: oggi avvio dei lavori di ricostruzione del Convento alla presenza del Sindaco Franco Capponi, del Commissario Castelli e del Presidente della Regione Acquaroli. La ricostruzione è finanziata con i fondi del D.L. 189/2016 e autorizzata con tempestività grazie alle semplificazioni introdotte dal commissario Legnini con l’Ordinanza 100 del 2020. Posta simbolicamente la prima pietra del cantiere del convento del Santuario del Santissimo Crocifisso a Treia. Presenti all’avvio dei lavori oltre al padrone di casa Padre Ferdinando campana, al sindaco Franco Capponi, il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli, il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, i tecnici progettisti guidati dall’Ing. Enrico Cinciripini e il responsabile della ditta esecutrice dei lavori “Ricostruire” di Ascoli Piceno, dell’Ing. Dino Di Vincenzo &C. S.p.a e Angelo Turla dell’azienda Turla Costruzioni. Il cantiere prevede un importante progetto, già finanziato, per l’importo di quasi 7 milioni di euro.


Dopo la comunicazione del finanziamento avvenuta a fine anno 2023 da parte dell’ufficio speciale per la Ricostruzione, oggi viene inaugurato l’inizio dei lavori della struttura del convento che ospitava la Comunità dei Frati Francescani di Treia, gravemente danneggiata e resa inagibile dal terremoto del 2016 e che, oltre ad avere una grande rilevanza da un punto di vista storico, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la comunità treiese. «Per noi si tratta di un intervento importantissimo che interessa un territorio molto più vasto visto che il Santuario Francescano è frequentato da tanti fedeli provenienti da tutta la Provincia maceratese e non solo. Le funzioni religiose del convento infatti e l’ospitalità dei Frati, nel 2017 sono state trasferite in una nuova struttura temporanea in legno – ha spiegato il primo cittadino Franco Capponi – È stato un piccolo miracolo realizzato in tre mesi, quando si era ancora in piena emergenza. Oggi – ha proseguito Capponi – Sapere che i lavori di ricostruzione sono avviati, finanziati integralmente e che ci restituiranno il Convento del SS. Crocifisso nella sua originaria bellezza ci riempie di gioia, mentre aspettiamo fiduciosi anche il finanziamento e l’approvazione del Progetto esecutivo della bellissima Chiesa del Santuario, anch’essa fortemente danneggiata. Se tutto il procedimento autorizzativo si concludesse entro l’estate – ha chiuso il Sindaco – rappresenterebbe davvero uno dei più bei regali che avremmo potuto desiderare per i fedeli e i tanti visitatori che ogni anno vengono anche per ammirare le rovine e i reperti Archeologici della vecchia Città romana di Trea che qui era insediata». Il presidente Acquaroli e il Commissario Straordinario alla ricostruzione Guido Castelli si sono detti favorevolmente sorpresi e contenti della celerità con cui i progettisti hanno saputo redigere il progetto definitivo per essere approvato. Saranno effettuati interventi di restauro e risanamento conservativo con miglioramento sismico. L’intero complesso è costituito dal convento dei frati francescani e dalle sale dei servizi e per le attività religiose e sociali di cui il convento è ricchissimo. Il complesso ha subìto danni di entità gravissima a seguito del Sisma del 24 agosto 2016 ed è stato dichiarato totalmente inagibile.


L’impianto originario del convento, a pianta quadrata e su due livelli, sorse nel 1697 su un primitivo nucleo di alcune camere poste a fianco del Santuario. L’aspetto odierno è tuttavia frutto di una successiva sopraelevazione risalente al 1924 e alcuni ampliamenti. L’intero fabbricato sorge sulle rovine dell’antico insediamento pre-romano di Trea (nome romano dell’antica Città) e a testimonianza dell’antichità dell’impianto originario risulta tuttora visibile la pianta di un anfiteatro nell’area adiacente al santuario, oltre ai frammenti ritrovati di epoca romana, alcuni dei quali inseriti nei muri del convento, a due pavimentazioni musive e a due preziose statue egizie, Iside e Serapide, rinvenute nel Settecento nel corso degli scavi successivi alla demolizione del campanile cinquecentesco e che ad oggi trovano posto sulla parete di quello attuale. Il progetto di recupero prevede anche il restauro degli intonaci antichi, oltre i necessari interventi di miglioramento sismico ed altri lavori aggiunti per il superamento delle barriere architettoniche.

Andrea Busiello
Author: Andrea Busiello

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