Contro la violenza sulle donne: a Macerata si fa “rumore” – FOTO

di Ludovico Gentili

Come sta già accadendo un po’ in tutte le piazze d’Italia, anche a Macerata si sono riunite centinaia di persone per manifestare contro il femminicidio di Giulia Cecchettin. Per le vie e le piazze del centro di Macerata, si è tenuto il corteo in memoria di Giulia Cecchettin e di tutte le vittime di femminicidio in Italia, promosso dall’Officina Universitaria. Si sono radunate oltre cento persone, per la maggior parte studenti, unite da un unico grande fardello: far sentire la propria voce in sostegno di tutte le donne vittime di violenza. E per ottenere tutto ciò non si è rispettato nessun minuto di silenzio, anzi, si è fatto rumore, tanto rumore, con l’utilizzo di tamburi, casse, chiavi o qualsiasi oggetto potesse riprodurre un suono fragoroso.

Il corteo è partito da piazza Annessione e, dopo alcuni stazionamenti, è arrivato a piazza Battisti, dove musica e manifesti hanno occupato l’area circostante. Tra i tanti cartelloni di protesta e di solidarietà, la frase più esplicativa e d’impatto è stata “Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima”, impressa da alcune ragazze su un grande striscione nero. Il rumore poi ha lasciato spazio alle parole: alcune rappresentanti dell’Officina Universitaria hanno voluto lanciare dei messaggi a tutti i presenti. Messaggi volti alle istituzioni, chiamate a risolvere il problema al più presto, ma anche messaggi di rivalsa verso tutte le donne, invitate a reagire e a non farsi sottomettere da nessuno. La tragica storia di Giulia Cecchettin ha indubbiamente scosso l’Italia ed ha posto l’accento su un problema che ancora oggi persiste nel nostro paese. La cosa che tutti si augurano è che da questo ennesimo dramma si possa davvero iniziare a cambiare qualcosa.

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