Consegnato il Gran Pavese Rossoblù

Onorificenza per l’amministrazione comunale di San Benedetto

Aula consiliare di viale De Gasperi gremita per la consegna del Gran Pavese Rossoblù, onorificenza che l’amministrazione comunale di San Benedetto del Tronto assegna alle personalità e alle associazioni che si sono messe in luce per l’attività svolta in città. Cerimonia che si inquadra nelle manifestazioni  per la festa del patrono San Benedetto Martire. Ad essere insigniti sono stati:

Vincenzo Acciarri, architetto, progettista di alcune delle opere pubbliche più importanti della città e di edifici privati caratterizzati da un segno inconfondibile. Tra le prime, si ricordano il pluripremiato stadio “Riviera delle Palme”, il complesso del Municipio, della Biblioteca e dell’Auditorium, la scuola Piacentini. Tra i secondi, casa Bordo in via Trento, l’ex concessionaria Fiat Malatesta e il centro sociale “Biancazzurro” a Ragnola;

Eligio Paolini, sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze e membro del Consiglio Superiore della Magistratura;

Giuseppe Spampanato, per 40 anni direttore del Centro Nazionale Formazione Professionale dei pescatori da cui sono usciti circa 400 tra ufficiali di coperta e direttori di macchina;

Luigi Ursini, allenatore di calcio, fondatore della storica squadra della Folgore e del campo Europa (oggi “Merlini”), che ha lanciato decine di calciatori del firmamento calcistico italiano;

L’Associazione Italiana Donatori Organigruppo intercomunale di San Benedetto, Grottammare e Monteprandone, che opera per la cultura della donazione dalla fine degli anni ’70 e raccoglie circa 1400 iscritti;

Il Concerto Bandistico “Città di San Benedetto del Tronto“, realtà molto cara ai sambenedettesi nata a metà dell’800.

“A loro -ha detto il sindaco Antonio Spazzafumo– va la riconoscenza della città per tutto ciò che hanno fatto nelle attività che li ha visti protagonisti. Dobbiamo ringraziare queste persone e queste associazioni per l’amore che hanno dimostrato nei confronti della città. Se San Benedetto è diventata una delle realtà più dinamiche delle Marche lo si deve alla loro opera”.

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