Concluso il settimo Festival del Giornalismo Culturale

Una giornata è stata dedicata alla città dove nacque Raffaello Sanzio

Domenica 6 si è chiusa la settima edizione del Festival del giornalismo culturale diretto da Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini. Dopo le date di Abbadia di Fiastra, Ascoli Piceno, Pesaro e Fano, nella splendida cornice di Palazzo Ducale il direttore della Galleria Nazionale e Polo Museale delle Marche, Peter Aufreiter, ha fatto gli onori di casa salutando e ringraziando l’organizzazione per “l’impegno e la volontà nel fare questo Festival, importante per la città di
Urbino”.
Il Festival è nato a Urbino sette anni fa e sempre, nonostante si sia ampliato, ha dedicato una giornata alla città dove nacque Raffaello Sanzio. Proprio al pittore e architetto urbinate, tra i più celebri del Rinascimento, è stata dedicata una mostra dal titolo “Raffaello e gli amici di Urbino”. Gli ospiti in compagnia del pubblico del Festival e di Aufreiter l’hanno visitata e apprezzata, a soli tre giorni dall’inaugurazione.
Il sindaco di Urbino, Maurizio Gambini, si è dichiarato “particolarmente contento che il Festival si sia ampliato e sia diventato regionale”, ringraziando la direttrice Lella Mazzoli per il lavoro “importante che svolge per il settore”.
Nella mattinata è stato premiato anche il vincitore del concorso Luoghi RiPresi, organizzato in collaborazione con SVIM – Sviluppo Marche, per valorizzare le aree interne delle Marche colpite dal terremoto. Il vincitore è Lorenzo Pallini, premiato da Gianluca Carrabs, amministratore unico di SVIM soddisfatto che “Il territorio marchigiano non si abbatte ma riparte”. La foto scelta rappresenta proprio la speranza: un dirigente scolastico in una scuola di
Camerino, in provincia di Macerata, che guarda verso l’alto nel segno di rinascita. Il vincitore Pallini racconta: “Parte del premio lo donerò a una giovane allevatrice: perché chi rimane, nonostante le difficoltà, nei territori
colpiti, merita tutto il nostro sostegno”.
La giornata si è svolta in tre appuntamenti: il viaggio dei libri, il viaggio del teatro e Raffaello segreto.
Marco Vigevani, agente letterario, fondatore e amministratore delegato di The Italian Literary Agency, ha iniziato la mattinata parlando del viaggio dei libri. “Una grande emozione essere in questo luogo unico” esclama Vigevani prima di iniziare la lectio su libri e traduzioni. Quello dell’editore è sempre stato “un mestiere rischioso”: a sostegno della sua tesi, Vigevani racconta la storia di due editori coraggiosi e anticonvenzionali, tra esilii e libri stampati sotto falso nome.
L’Europa è stata per molti anni attraversata da fratture: nazifascismo, cortina di ferro, “paesi centrali della nostra cultura che sono diventati ‘dell’Est’”. Nelle parole di Vigevani sono due gli editori che hanno ricomposto questa frattura economica e politica: Emanuel Querido ebreo olandese che viveva ad Amsterdam e fondò una casa editrice con Fritz Landshoff in lingua tedesca per gli esiliati dal nazismo.
L’altra storia raccontata da Vigevani riguarda l’autore serbo Vladimir Dimitrijević, fondatore nel 1966 della casa editrice e della libreria “L’Age d’homme”, nata in Svizzera con l’obiettivo di pubblicare in francese scrittori
serbi, russi e cechi che l’Europa in quel periodo ignorava. “Adelphi fu la prima casa editrice a portarli in Italia” racconta Vigevani.
Il membro del comitato scientifico del Festival del giornalismo culturale, Paolo Di Paolo, ha deliziato il pubblico con una grande lettura sul viaggio nel teatro, a partire dal libro “Sold Out” di Umberto Orsini, uno dei nomi più rilevanti delteatro italiano, “un uomo dal temperamento dalla forza così incredibile che lascia ammirati” secondo Di Paolo.
Orsini è sempre in viaggio come molti attori che attraversano indistintamente provincie e grandi città. Il libro ”Sold out” non “è intervista né autobiografia” dice Di Paolo, curatore del testo uscito qualche mese fa. Il giornalismo culturale insegna che la conversazione è utile: “Nella crisi serve un racconto empatico ed emotivo” spiega lo scrittore e giornalista Paolo Di Paolo che racconta aneddoti del dialogo con Orsini, portando parole dello stesso attore: “Lui mi ha mostrato locandine del passato. Ha speranza, vede davanti a sé ancora molte porte aperte. Il futuro del teatro? Non so dire, ne conosco il passato e ai registi che mi dirigono dico di essere portatore sano di tradizione”. Le parole chiave del libro sono destino e desiderio, perché il viaggio del teatro, come dice Di Paolo, “va dal balbettio iniziale all’urlo finale”.
Costantino D’Orazio, storico dell’arte e funzionario della Sovraintendenza Capitolina, ha raccontato il suo libro “Raffaello segreto”, chiudendo il Festival del giornalismo culturale con un panel dedicato all’urbinate Raffaello, che “ha bisogno di tempo: non è iconico e icastico come Leonardo o Michelangelo” racconta D’Orazio.
L’artista rinascimentale ha esercitato un’attrazione eccezionale nella sua epoca: “Un grande uomo di relazione, un cortigiano che ha dimostrato che tutto ciò che meritava di essere dipinto era in realtà ciò che costituiva una sfida
ai maestri” spiega D’Orazio, facendo confronti tra Deposizione, prima opera, e Trasfigurazione, ultima opera.
“Crescono emotività e contrasto, cambia la composizione: Raffaello vive e rappresenta un cambio generazionale nella storia dell’arte” narra D’Orazio.
E poi la Maddalena, la Madonna del Belvedere, la Scuola di Atene. Opere fondamentali nella crescita di Raffaello Sanzio, spiegate con carisma, peculiarità e aneddoti da Costantino D’Orazio, che al termine della mattinata
ha accompagnato, insieme a Peter Aufreiter, gli ospiti e il vasto pubblico tra le opere di Raffaello.
Giorgio Zanchini e Lella Mazzoli nei saluti finali hanno ringraziato l’organizzazione dell’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino e dell’Università di Urbino Carlo Bo, il personale della settima edizione, i volontari, le diverse collaborazioni, i patrocini, i media partner e gli sponsor. Si chiude così la settima edizione, con i direttori già al lavoro per l’ottava: il connubio tra cultura e scienza.
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IL COMITATO SCIENTIFICO
Cristina Battocletti, Giovanni Boccia Artieri, Fabio Cappelli, Paolo Di Paolo, Piero Dorfles, Mariangela Galatea Vaglio, Paolo Iabichino, Lella Mazzoli, Sabina Minardi, Massimiliano Panarari, Vilberto Stocchi, Massimiliano Tonelli, GiorgioZanchini.
ORGANIZZATO DA: Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino e Università di Urbino Carlo Bo.
IN COLLABORAZIONE CON: Regione Marche, SVIM – Sviluppo Marche –, Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale di Urbino, Comune di Pesaro, Comune di Fano, Comune di Urbino, Comune di Ascoli Piceno.
CON IL PATROCINIO DI: Parlamento europeo, Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Regione Marche, Ordine dei giornalisti, Ordine dei giornalisti delle Marche.
MEDIAPARTNER: L’Espresso, QN Il Resto del Carlino, La Domenica del Sole 24 Ore, Corriere Adriatico, Rai Cultura, Rai News 24, Tgr Marche, Rai Radio 3, ANSA, Cnr –Consiglio nazionale delle ricerche, Radio Incontro.
SPONSOR: Fondazione cassa di risparmio di Pesaro, CREVAL, TVS.
SI RINGRAZIANO: LaRiCa, Arci Macerata, Rete di Scuole di Pesaro e Urbino, Salone Internazionale del Libro di Torino, SuperFestival, FirenzeRivista, Marche Outdoor, Il Paese dei Balocchi, Castelfiora, Il teatro degli artisti Pesaro, Ratti.

Franco Cameli
Author: Franco Cameli

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