Commercianti della Corva e quel senso di abbandono: “Non esiste solo il centro città”

PORTO SANT’ELPIDIO – I lavoratori del quartiere alzano la voce: “Ci vengono a trovare solo le forze dell’ordine per i controlli di routine, mai nessuno dell’amministrazione si è fatto vedere”

di Maikol Di Stefano

Porto Sant’Elpidio non è solo il centro città. A ricordarlo e richiederlo con forza sono i commercianti del quartiere Corva. I quali, quasi tutti disgregati lungo la via che prende nome dalla stessa frazione, dopo due anni di pandemia chiedono maggior sostegno allo stato, ma anche e soprattutto all’amministrazione comunale elpidiense.

“Lavorare così in queste condizioni è sempre più difficile, tra tutte le restrizioni, il green pass e i controlli continui si fa molta fatica. – ci racconta Michela Ferroni, figlia della storica proprietaria Stella – Noi siamo una realtà che è qui da più di cinquant’anni, quindi stiamo lavorando grazie ad una clientela storica e collaudata, ma così non è semplice. Molti clienti non sono vaccinati, dobbiamo organizzarci con l’asporto. Mentre per chi è vaccinato, comunque, è poco carino dover chiedere continuamente per un caffè di esibire il certificato. Vorremmo solo poter tornare a lavorare con normalità, a questo va aggiunto che dallo scoppio della pandemia, nessuna realtà comunale si è fatta vedere. Se ci vengono a trovare, sono le forze dell’ordine per i controlli di routine”.

Un sentirsi un po’ abbandonati che viene rimarcato anche da Alessandra Marsili, che lungo via Corva ha un centro estetico e Antonella Properzi proprietaria di una parrucchieria. Due dei mestieri che tra lockdown e zone colorate sono risultate tra le più colpite durante la pandemia. “Non è stato facile, nel 2020 abbiamo riaperto solo a metà maggio perché non eravamo attività indispensabili, poi il periodo delle zone colorate comunque ci ha complicato un po’ il lavoro. – racconta le commercianti – Il green pass non ci ha toccato più del resto, quello che ha portato è che magari clienti non vaccinati hanno foraggiato poi il lavoro in nero, fatto a casa, senza precauzioni e ancora più rischioso. A questo va aggiunto che questo quartiere non ha un’associazione di categoria o una programmazione comunale, non siamo inseriti in questo, se viene creato qualcosa è perché nasce e parte dalle realtà della Corva stessa”.

E l’esempio lampante è quanto accaduto nel bar Corva, di Papalina con il Fanta-Sanremo. Solo poco più di un mese fa, il quartiere elpidiense era infatti il posto più cercato e googlato d’Italia. “C’è una distinzione troppo netta tra il centro città e il resto dei quartieri. Quando viene fatta la programmazione, non c’è mai l’idea di renderlo itinerante per tutto il paese. – è il pensiero di Luisa Cappella, che lungo via Corva ha una tabaccheria da oltre venticinque anni – Ad esempio durante i festeggiamenti del santo patrono, oppure nella programmazione natalizia. Tutto si concentra sul centro città, quando basterebbe nel programma inserire eventi che si svolgano in altri quartieri cittadini e far conoscere tutta Porto Sant’Elpidio e non solo ciò che orbita intorno alla piazza”.

Michele Raffa
Author: Michele Raffa

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