Colle Guasco, tra leggenda e spiritualità

Il Duomo di S. Ciriaco, patrono di Ancona, è uno degli edifici più importanti delle Marche, perché ospita due storie simbolo delle fede degli Anconetani

Nella sommità di Colle Guasco, ad Ancona, è possibile ammirare una bianca struttura con una cupola azzurra: è il Duomo di S.Ciriaco, patrono di Ancona.

Lo stile del Duomo è romanico e si fonde con lo stile bizantino, il portale è gotico e nel Duecento Margaritone D’Arezzo, realizzò il protiro con due monumentali leoni posti uno a destra e uno a sinistra. Il Duomo posto sulla sommità della città sembra volerla proteggere, ma la cosa più emozionante è il panorama che è possibile scorgere dalla cima del colle.  Il belvedere si apre sul porto di Ancona, con l’arco di Traiano, simbolo della città romana e l’Arco Clementino, segno dei secoli guidati dall’autorità papale. Sul fondo, con uno sguardo attento, è possibile intravedere la Settecentesca Mole Vanvitelliana, oggi sede di eventi culturali.

Ci sono delle storie che intrecciano la leggenda alla spiritualità, che hanno origine proprio all’interno del Duomo di S. Ciriaco e da secoli sono appartenute alla memoria del popolo Anconetano.

La storia del Santo

La storia narra che la madre di Costantino I, l’imperatrice Elena, era desiderosa di trovare la Vera Croce di Cristo, così si recò a Gerusalemme con la speranza di trovarla. Arrivata nel luogo chiese aiuto ad un rabbino ebreo di nome Giuda, perché aveva saputo che lui era a conoscenza della Croce.

Dubbiosi su quale fosse, tra le tre croci trovare, quella del Cristo, posizionarono il corpo di un defunto sopra una delle tre croci e il corpo si rianimò. Giuda, difronte questo avvenimento, rimase sbalordito e di lì a poco si convertì al Cristianesimo. Dopo essersi battezzato, Giuda cambiò il suo nome in Ciriaco, e iniziò la sua vita ecclesiastica diventando vescovo di Gerusalemme.
Ciriaco si dedicò alla diffusione del Vangelo mettendosi in cammino verso Roma e lungo il viaggio arrivò in Ancona dove fu acclamato come vescovo, così rimase nel luogo per molti anni.

Quando ritornò a Gerusalemme c’erano in atto le persecuzioni cristiane e Ciriaco stesso fu imprigionato e torturato, costretto anche ad ingerire piombo fuso. Fu sottoposto a vari supplizi ma non morì mai finché, all’ultima tortura fu lui che pregò al Signore di liberarlo e morì.

Il fatto interessante è che al ritrovamento del corpo, il Santo era ancora intatto e per questo motivo gli studiosi sono riusciti a fare le dovute analisi per attestare se effettivamente quello era il corpo di Ciriaco. Dalle analisi si è notato che nel corpo erano presenti delle alte tracce di piombo e altre piaghe riconducibili al martirio di S. Ciriaco.

Il miracolo della Madonna del Duomo di S. Ciriaco

L’icona della “Madonna di tutti i Santi” è custodita nella struttura marmorea realizzata dal grande architetto Luigi Vanvitelli, situata nella navata destra del Duomo di S. Ciriaco.
L’evento prodigioso, che ha reso la “Madonna di tutti i Santi” il simbolo della città di Ancona, è avvenuto all’incirca nel 1615. In quell’anno un marinaio veneziano, per ringraziare il miracolo che la Madonna gli fece facendogli ritornare il figlio inghiottito da una tempesta, donò il quadro raffigurante il volto della Vergine nel primo porto che incontrò. Il porto nel quale capitò fu quello di Ancona.
Quello che di straordinario avvenne successivamente è ancora oggi oggetto di riflessione e di devozione per i cristiani. Nel periodo dell’impero Napoleonico, lo stesso Napoleone Bonaparte, decise di occupare i territori conquistati, saccheggiando le Chiese e rubando i beni e questo scatenò grande timore tra gli Anconetani. Il 25 giugno del 1796, mentre i fedeli si trovavano in ginocchio a pregare ai piedi del quadro della “Madonna di tutti i santi”, si accorsero che gli occhi socchiusi della Madonna iniziarono a muoversi alzandosi e abbassandosi. Proprio in quel giorno le truppe napoleoniche avevano invaso la città e riportarono la notizia a Napoleone, il quale, incredulo decise di rubare il quadro per bruciarlo. La leggenda narra che difronte al volto della Madonna, Napoleone, diventò pallido in viso e iniziò a tremare, così fece riportare il dipinto al suo posto.

Giada Berdini
Author: Giada Berdini

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