Cognigni da brividi, Mbaye reagisce e stupisce: esultanza con dedica

PAGELLE FERMANA – Vittoria col Grosseto, il mondo canarino si è unito: Riolfo totalizzatore, anche Maurizio Vecchiola felice in tribuna stampa

di Lorenzo Attorresi

Ginestra 6.5: sale in cattedra nel finale con un paio di interventi annessi ad esultanza rabbiosa, come quella che mostra sotto il settore a fine partita. “Gino” carico a molla. Due carpiati di testa per respingere fuori area, neanche fosse un tuffatore cinese. Si alzano le palette: voto 10.

Rossoni 6: pronti via e prende una botta al ginocchio. Che sfiga, fotografia del momento collettivo che però strappa immediatamente. Altra istantanea: “Rosso” zoppica, stringe i denti e torna a macinare, proprio come questa Fermana. Con “papà” Riolfo – con lui a Pesaro e Carpi – è un’altra musica.

Urbinati 7: robusto nella sua area, pericoloso in quella avversaria. Spesso in anticipo, nell’emergenza si è scoperto difensore centrale, lui che aveva assaggiato il ruolo in passato: carriera allungata? Chissà, ma tra qualche settimana servirà ancora in mediana.

Blondett 6.5: stewart che solo a guardarlo ti trasmette sicurezza.

Mordini 7: torna terzino dopo l’esperimento mezzala a Carrara. “Mordo” va, chiude i varchi e riparte. E può ancora migliorare. Il consiglio? Non deve strafare dopo una grande giocata rischiando subito (e sbagliando) la seconda…

Graziano 6: “Grazia” ringrazia Maurizio Domizzi che se n’è andato. Con Riolfo torna dove deve stare, ossia in mezzo al campo. Ancora in fase di convalescenza dopo esser stato messo a testa in giù sulle montagne russe, il biondissimo centrocampista è comunque sulla via della guarigione. A volte rallenta la giocata, ma c’è.
Pannitteri (20’st) 6: al 60′, con la Fermana avanti sul 2-0 ma ritiratasi di qualche metro, pensi che sia arrivata l’ora dei cambi. Chi può entrare? Guardi la distinta e le scelte son risicate. Riolfo dunque è costretto a inserire Pannitteri, attaccante agile e per nulla fisico, addirittura da interno di centrocampo. Soluzione “una-tantum”. Sfiora il gol nel finale con un inserimento.

Capece 6.5: preso a metà ritiro per dare una mano, il sangiorgese si è imposto come titolarissimo con rendimento stuzzicante. Piace per come gestisce la sfera e per come va in verticale nel primo tempo.

L’abbraccio tra Mbaye e il ds Scala

Mbaye 7.5: uno dei più criticati di quest’inizio di stagione, infila i tappi alle orecchie e risponde in modo roboante. Prestazione pazzesca per Malick il gigante, sarà la serata fresca ma le gambe stavolta girano, picchia duro ma sul pallone – e non sulle tibie degli altri- e in più celebra una serata totale con il gol del vantaggio. Dall’angolo di Frediani sbuca la testa di Mbaye, il guardalinee deve ancora accordare il gol – il pallone ha superato la linea – ma Malick l’ha capito in anticipo e sta già abbracciando il ds Matteo Scala in panchina. Rapporto duraturo dai tempi di Carpi, legame simbiotico “padre-figlio”.

Frediani 7: doveva determinare di più? Ecco serviti due assist, da corner e da punizione laterale. Calcia in modo sublime e la primissima occasione è sua: tiro a giro sul palo lungo dopo filtrante di Mordini velato magistralmente da Cognigni. Prossimo step? Il gol. Questo è un calciatore importante.
Bugaro (25’st) 6: trequartista mascherato per il convulso finale, poi si sposta in fascia quando Riolfo sceglie il 5-4-1 per blindare il risultato.

Cognigni e Frediani dopo il 2-0

Cognigni 7.5: Luca può scrivere un libro motivazionale dal titolo “Come superare tutti gli infortuni possibili ed immaginabili”. Venderebbe milioni di copie. Prestazione, mentalità, qualità da brividi a soli 7 mesi dalla frattura di tibia e perone, altro recupero miracoloso dopo una serie drammatica di eventi. Semplicemente leone: manda in porta Frediani e Lovaglio con facilità disarmante, poi in porta ci va lui con tutto il pallone: colpo di testa ravvicinato per il 2-0 ed emozionante corsa sotto la tribuna laterale. Poco dopo, il coro dei tifosi scandisce soltanto un nome e un cognome: “Luca Cognigni”. Roba che nel calcio moderno capita raramente, questa data se la può tatuare sul braccio. Bentornato, per l’ennesima volta.

Corinus (34’st) 6: il francese entra per alzare i centimetri nelle mischie finali, trova anche il tempo per partire in contropiede e cogliere un palo di piatto sinistro dopo volata di Capece e chance per Pannitteri.

Lovaglio 6: leggi la distinta e immagini che la Fermana possa allargare il suo tridente con Frediani e Lovaglio ai lati di Cognigni. No, perchè il giovane classe 2002 ex Torino, all’esordio da titolare nei Pro, “può fare tutto, anche la seconda punta”, parola di mister Riolfo. Il peperino trova le misure e si scopre elemento su cui poter contare, se poi avesse fatto anche gol – dopo aver spaccato centralmente la difesa su caramellino di Cognigni – sarebbe entrato in copertina. Ma magari sarà solo questione di tempo.

Rovaglia (20’st) 6: entra nel momento più complicato, ossia quando la Fermana deve rintuzzare il ritorno degli avversari. Può far di più, si libera in area ma è troppo lento nel caricare la staffilata del possibile 3-0.

Riolfo (all) 7: Riolfo catalizzatore di schemi, organizzazione, modo di comportarsi. Il primo a dare l’esempio. Al triplice fischio, sale in tribuna stampa – sopra agli spogliatoi – per mettersi a disposizione dei giornalisti. Conferenza all’aperto, dato che la sala stampa del Recchioni è inaccessibile da un anno e mezzo per via del Covid. Nessuno dei suoi predecessori si era mai attivato in tal senso – sarebbe bastato pochissimo, giusto una rampa di scale -, Riolfo lo fa di sua spontanea volontà e il gesto è lo specchio della sua persona. Dà il giusto rispetto. Complimenti.

Conti-Vecchiola 7: l’angolo della dirigenza cambia location. Forse per scaramanzia. Non più in tribuna centrale, bensì dall’altra parte, sopra alle panchine. Il main sponsor è elegantissimo nel suo abito, il dg è frenetico: in continuo movimento, incita ogni suo singolo calciatore cercando pure entrare nelle frequenze delle trame degli avversari. Solo con la voce. Interferenza riuscita.

CRONACA DI FERMANA 2-0 GROSSETO

 

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