“Clemente non avrebbe segnato senza la mia deviazione, Fermana da ultimo posto? No”

Giandonato decisivo oggi

SERIE C – Il capitano gialloblu Manuel Giandonato e l’aneddoto con l’ex compagno del 2018-19. “Spettacolo del pubblico trascinante”

“Senza la mia deviazione non avrebbe mai fatto gol, a Clemente gliel’ho detto. Anche Furlanetto mi ha confidato che quel tocco gli ha allontanato la palla in modo decisivo…”. Aneddoto Manuel Giandonato. Il capitano della Fermana ha parlato a Salotto Gialloblu, trasmissione in onda su Radio Fermo Uno, mostrando il rammarico per quel tiro da lontano del terzino dorico che si era infilato per l’1-0 dell’Ancona. In campo, a proposito di Clemente, bello l’abbraccio tra i due dopo un contatto sotto la laterale: amarcord della Fermana di Destro, quella che nella prima parte del 2018-19 batté pure il Pordenone di Misuraca e per tre-quattro settimane stanziò al primo posto della C. E’ passata una vita.

Ora l’attuale Fermana è fanalino di coda ma Giandonato la rialza. “Non siamo una rosa da ultimo posto – ha dichiarato – Mi auguro che il pari e la prestazione con l’Ancona possano rivelarsi un punto di ripartenza. Il nostro campionato è partito domenica sera. Non mi piace trovare scuse, ma la Fermana nelle prime 7-8 gare ha affrontato molte blasonate e alla vigilia, ad oggi, non potevamo pretendere di avere 10 punti in più. Non ci sta però il modo in cui abbiamo perso, a volte siamo stati troppo remissivi. Ad Olbia le teste basse erano quelli di chi aveva capito di non essere stato all’altezza”.

La laterale del Recchioni nel derby ha spinto parecchio e i calciatori hanno assorbito tutta l’energia. “La situazione ambientale ci ha agevolato. Lo spettacolo del pubblico è stato trascinante, la squadra sta acquisendo consapevolezza e tutto è un fatto mentale. Lottiamo tutti per la salvezza e di tutti ci sarà bisogno: ognuno ha la sua importanza all’interno di questa rosa, questo si è visto domenica sera, basti pensare a Tilli che ha esordito dal 1′. La mia sostituzione? Non avevo saltato un minuto da inizio campionato, ci poteva stare nella settimana con tre impegni. Sono sempre a disposizione di tutti, da sempre, non solo in questo momento”.

Da Bruniera a Protti cos’è cambiato? “Non è mai bello parlare di un mister esonerato, non c’è qualcosa in particolare che non ha funzionato. Siamo partiti in ritardo, abbiamo dovuto comprimere il lavoro, partendo alla prima a Carrara con una squadra ancora da costruire. Il tecnico ha pagato per questo, non eravamo pronti per quello che chiedeva lui, a volte eravamo scollegati. Noi come squadra ci siamo assunti le nostre responsabilità, in campo vanno i calciatori. Problemi di modulo con il vecchio 3-5-2? No, è questione di atteggiamento, con l’Ancona ad esempio lo abbiamo utilizzato a fine partita tranquillamente. Con Protti siamo tornati al 4-3-3 dell’anno scorso e abbiamo bisogno di oliare certi meccanismi offensivi. Tutto sta nel capire le caratteristiche dei compagni. Non c’è un più un Maggio che variava il tipo di ricezione palla, dava più soluzioni, veniva incontro, andava sul lungo, pestava la linea laterale o veniva a prendersela internamente, ma anche lui ebbe bisogno di tempo. I primi mesi furono di adattamento, quello che serve ai ragazzi di quest’anno. Vi assicuro che la gamba ce l’abbiamo“.











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