Classi spostate in parrocchia, i genitori degli studenti scrivono al Direttore Regionale

Lettera dei rappresentanti del Consiglio d’Istituto Raffaello Sanzio di Porto Potenza all’Ufficio Scolastico: nel mirino la preside

I genitori dell’Istituto comprensivo “Raffaello Sanzio” di Porto Potenza e la componente genitori del Consiglio d’Istituto hanno scritto al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale chiedendo di inviare degli Ispettori allo scopo di valutare l’operato della Dirigente Scolastica Federica Lautizi. Una situazione che si è inasprita dalla fine dell’anno scolastico e che, nell’arco dell’estate, è arrivata ad una spaccatura dopo ripetute riunioni propedeutiche alla ripartenza della scuola a settembre tenendo conto delle norme anti Covid, alle quali la dirigente ha sempre delegato la sua vicaria ed ora, dopo che l’USR l’ha riconfermata a Porto Potenza (sembrava dovesse essere destinata ad altro ruolo), pare stia stravolgendo la programmazione impostata. Questo il testo della missiva inviata oggi dai genitori degli alunni e dalla componente genitori del CdI del Raffaello Sanzio al direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Ugo Filisetti:

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“Come ripartirà l’Istituto comprensivo Raffaello Sanzio a settembre?
E’ dal 10 luglio, data concordata al Cdi di giugno, che i genitori aspettano questa risposta. Le possiamo dire che si potrebbe ripartire con tutte le aule all’interno dei tre plessi effettuando dei lavori di muratura da parte del comune, già concordati e con i laboratori didattici per la scuola secondaria preservati ma, non sembrerebbe così“.

 

“Non appena il CTS ha emanato il documento concernente le linee guida, i genitori del consiglio d’istituto ed alcuni genitori, hanno iniziato a fare pressione alla Dirigente scolastica Dott.ssa Lautizi, affinché di concerto con l’amministrazione comunale si iniziassero ad analizzare le eventuali esigenze strutturali dei tre plessi dell’istituto. E’ dal 29 maggio che l’amministrazione comunale ha iniziato gli incontri con la scuola a cui la nostra dirigente non ha mai partecipato delegando, sempre la prima collaboratrice. Solo oggi, ricevuta la conferma di permanenza presso il nostro istituto, ha iniziato a mostrare i primi interessi stravolgendo i risultati e le soluzioni portate nei numerosi tavoli tecnici e nella conferenza di servizio fatti con il comune, delineando invece soluzioni contrarie a qualsiasi principio pedagogico, sociale ed educativo, nonché alle direttive Covid”.

 

“Considerando anche il fatto che certe soluzioni dipenderanno da un aumento di organico; ciò significa che, se alla fine di agosto non venisse concesso il numero adeguato di personale ATA da distribuire sui 4 plessi, il nostro istituto si troverebbe a non avere soluzioni e a non consentire la didattica in presenza a soli 14 giorni dall’inizio delle attività didattiche. Ciò manifesta contrarietà alle disposizioni, ai decreti e alle direttive per la riapertura a settembre. I genitori del consiglio d’istituto insieme ai rappresentanti di classe, in qualità di organi ufficiali di rappresentanza di tutti i genitori, e all’Age locale si sono incontrati il 25 giugno per stilare le proposte da presentare alla dirigente e al Cdi del 30 giugno. Dopo svariati incontri in cui sono state presentate diverse ipotesi più volte ritrattate dalla scuola, ad oggi ci troviamo con una ipotesi, imposta dalla scuola che va a penalizzare l’attore principale: lo studente”.

“Dall’ultimo incontro del 29 luglio (il cui verbale ad oggi è stato solamente firmato dal Sindaco ma non dalla nostra Ds) la dirigente ed alcuni insegnanti si sono mostrati favorevoli ad eliminare il laboratorio di musica, materia tra l’altro curriculare, in una scuola ad indirizzo musicale, fiore all’occhiello del nostro istituto comprensivo, aula tra l’altro inaugurata lo scorso anno grazie ai fondi PON che hanno permesso l’ampliamento della strumentazione . Nonostante più volte sia stato chiesto, in ultimo in tale incontro, da noi genitori, lo spostamento dei locali di segreteria, tali da poter ospitare due classi da 19/20 alunni, la scuola ha preferito portare tali classi in locali esterni alla scuola: in parrocchia. Se si parla di emergenza, deve esserla per tutti, non solo per i ragazzi che vivono in emergenza da diverso tempo”.

 

“Con la speranza che si comprenda che al centro dell’istituzione scolastica si trova l’alunno, la sua formazione didattica e la sua socializzazione, ci auguriamo che ci sia un rapido ripensamento da parte della dirigente che porti ad una soluzione più accogliente per i nostri figli. Comunichiamo altresì che questo è stato uno dei tanti episodi in cui la nostra dirigente non ha saputo guidare in maniera ferma e responsabile il nostro istituto. Tanto premesso, chiediamo il vostro fattivo intervento per consentire il rientro a scuola di tutti gli alunni dell’Istituto comprensivo Raffaello Sanzio e che all’uopo vengano nominati degli ispettori per valutare l’operato della dirigente secondo la Direttiva MIUR n. 36 del 18 agosto 2016”.

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