Civitanova verso le comunali: i dubbi di sinistra e destra

Francesco Micucci

Il punto della situazione sulle rispettive posizioni

di Aldo Caporaletti

Con la “riapertura” di fine aprile, riprende in pieno la vita politica civitanovese, a quanto notiamo in un clima di incertezza che investe sia il centrosinistra – come abbiamo registrato in precedenti articoli – quanto il centrodestra. Al momento non sappiamo con sicurezza chi rappresenterà, quale candidato sindaco, ognuna delle principali coalizioni alle elezioni amministrative in programma per la primavera 2022. Nel centrosinistra il PD, che non è propenso a tenere incontri con i tradizionali e i nuovi alleati, è orientato a seguire la linea delle ultime Regionali, presentando un proprio candiadato su cui cercare convergenze.

Da rilevare che nelle ultime due tornate delle Comunali il Pd, maggiore forza del centrosinistra, non ha avuto un proprio candidato sindaco, sostenendo entrambe le volte il civico Tommaso Corvatta. Il candidato sindaco su cui punta il Pd è l’ex consigliere regionale, Francesco Micucci e qui sorgono i primi dubbi. Francesco non è stato rieletto pur contando su una lista provinciale favorevole, che escludeva il sindaco di Montecassiano, Catena, il più votato nelle consultazioni interne. Ma il dato più allarmante è il calo di consensi registrato da Micucci a Civitanova, dove ha perso oltre 300 preferenze sulle Regionali 2015. Settori del Pd starebbero valutando, prima di ufficializzare la candidatura a sindaco, di ampliare la coalizione all’area moderata, da cui proviene politicamente Micucci; ma al momento non è del tutto certa la tenuta del centrosinistra, dove le liste civiche – abbiamo visto il caso de “la Nuova Città”, ma non è sola – sono alla ricerca di candidati espressione della società civile da sottoporre alla verifica delle primarie.

Fabrizio Ciarapica

E dire che il Pd aveva un candidato sindaco da spendere con successo: il consigliere Yuri Rosati, attuale primario all’ospedale di Osimo, su cui ha dimostrato di non credere. Come nell’amministrazione Corvatta quando gli fu preferita ai servizi sociali Antonella Sglavo, ampiamente battuta nelle preferenze, per poi essere ripescato quando l’assessore dovette dimettersi per i suoi imperdonabili “svarioni” sui social. Difficile che Stefano Ghio, che alle precedenti Comunali quale candidato sindaco ottenne un buon successo al primo turno (19 %), sostenga Francesco Micucci; si segnala il riavvicinamento al Pd (che lasciò all’inizio della segreteria Silenzi) del consigliere Pier Paolo Rossi, eletto con la civica “Civitanova Cambia”. Architetto, nel caso di vittoria del centrosinistra, sarebbe tra i nomi da valutare per un assessorato. Il Pd potrebbe contare, seppur in calo di consensi, sul sostegno del nuovo alleato amministrativo, Cinque Stelle, che nelle Comunali 2017 con il candidato sindaco Stefano Mei ottenne il 12%. Non sappiamo se, dopo la candidatura a Governatore con la lista “Dipende da noi”, il filosofo e docente Unimc, Roberto Mancini, si presenterà alle Comunali e quale sarebbe la sua posizione con le civiche sganciate dal Pd. Incertezza anche nel centrodestra dove è data probabile la ricandidatura del sindaco uscente, Ciarapica, il quale però, come dimostrato con l’adesione a Forza Italia e la partecipazione alle Regionali, intende salire politicamente. L’enigma, insomma, per Ciarapica è se puntare “all’uovo subito” (conferma a sindaco, 2022) “o alla gallina domani” (elezione a deputato, 2023), nuova legge elettorale permettendo.

Prima c’è la candidatura, data per possibile, di Ciarapica a presidente della Provincia di Macerata, elezione indiretta che dopo vari rinvii è fissata per il prossimo autunno, a due mesi dalle amministrative. L’inossidabile “Tonino” Pettinari chiude un decennio di presidenza, ma è in Provincia dal 1985. In una realtà governata in larga parte dal centrodestra, Ciarapica avrebbe un buon banco di prova per le sue ambizioni. Nel caso in cui Ciarapica non si ripresentasse come sindaco, c’è in corso nel centrodestra la candidatura dell’ex presidente dei Teatri, Silvia Squadroni, professionista molto conosciuta. Soprattutto ora
che la coalizione si è liberata della presenza ingombrante dell’assessore alla Cultura, Gabellieri – “la migliore della Giunta”, come fu definita – con cui la Squadroni entrò in conflitto fino alle dimissioni. Sarebbe una rivincita per la Squadroni, sebbene abbia sempre dichiarato la propria candidatura distante dai componenti dell’amministrazione Ciarapica, che ostacolata quando era alla guida dell’Azienda dei Teatri, ritornerebbe quale candidata sindaco del centrodestra unito. In una tornata elettorale che siamo convinti riserverà molteplici sorprese e quella a cui abbiamo accennato potrebbe essere la prima.

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