Civitanova verso le Comunali: Ciarapica e l’unità del centrodestra

di Aldo Caporaletti 

Mentre nel centrosinistra civitanovese, in vista delle Comunali del 2022, il Pd è alla ricerca delle maggiori convergenze sul suo candidato sindaco, l’ex consigliere regionale, Francesco Micucci, con le liste civiche, non convinte sulle possibilità di successo, alla ricerca di nomi alternativi, nel centrodestra la soluzione, per certi versi obbligata, è la seconda chance da concedere al primo cittadino, Ciarapica.

Ciarapica sembra intenzionato a candidarsi, in breve tempo, a vari livelli; comincia, il prossimo autunno, come presidente della Provincia di Macerata – ma dovrà confrontarsi con la concorrenza di Parcaroli – per prosegire nel 2022 ripresentandosi come sindaco e terminare nel 2023 tentando di conquistare un seggio in Parlamento, con l’eventualità di dimettersi da sindaco ad appena un anno dall’elezione. Un centrodestra civitanovese più politicizzato di quello uscito dalle amministrative 2017, diviso allora in molte civiche; liste abbandonate, soprattutto in seguito all’adesione di Ciarapica a Forza Italia e ora in consiglio comunale siedeono in larga parte rappresentanti dei tre partiti dell’alleanza. Ultimi tentativi di “transito” (sembra, però, non graditi) quelli tra i Fratelli d’Italia dei due asssessori, Troiani e Belletti. Nel centrodestra, è in campo la candidatura a sindaco dell’ex presidente dei Teatri, l’avv. Silvia Squadroni (principale sostenitore il collega, Feliziani) che avrà una civica, ma sa che per avere possibilità di riuscita dovrà agganciare un partito nazionale; a questo proposito, sembra siano in corso contatti con Fratelli d’Italia, particolarmente con il capogruppo alla Camera, cognato della leader Meloni, Lollobrigida.

Fratelli d’Italia è il partito con cui Ciarapica ha i rapporti più difficili in Giunta: molti i progetti del sindaco a cui si è opposto, come la riqualificazione del centro urbano della società abruzzese Strever, a cui affidare la gestione dei parcheggi cittadini o la creazione del centro Covid alla Fiera (contro cui FdI fece una protesta). Rapporti non migliorati, vedi la vicenda Mercato Ittico, con il nuovo assessore FdI, Caldaroni. Da ricordare che il ritiro della delega, in vista delle Regionali, alla Gabellieri avrebbe dovuto riguardare anche l’assessore dei FdI, Pierpaolo Borroni; il fatto che l’atto che non abbia avuto seguito ha compromesso l’elezione di Ciarapica e ora in consiglio regionale siede l’esponente dei FdI. In precedenza, Ciarapica aveva tentato la candidatura a Governatore con la Lega, in alternativa ad Acquaroli (FdI).

Se FdI dovesse appoggiare la candidatura Squadroni, ma gli “equilibri politici” lo sconsigliano, la ricandidatura di Ciarapica entrerebbe in crisi e le divisioni potrebbero avvantaggiare il progetto Micucci. A Ciarapica resterebbe politicamente il sostegno della Lega (anche qui i motivi polemici con la Giunta non mancano) del coordinatore cittadino Pollastrelli, figura con una lunga esperienza in consiglio comunale. Lega civitanovese in cui non ha più un ruolo di rilievo, sebbene conti su tre consiglieri comunali, la Gabellieri ed è da escludere una sua candidatura, come quella dell’assessore Cognigni. Sulla Gabellieri ha pesato il risultato delle Regionali (metà delle preferenze di Ciarapica, che voleva battere), abbandonata dagli aderenti alla civica “Vince Civitanova”, che preferirono l’attuale assessore alla Sanità, Saltamartini.

Per la serie “gli intramontabili”, si ha notizia che stia preparando una civica (che non avrà il suo nome e in cui non sarà candidato), in appoggio a Ciarapica sindaco, l’ex consigliere regionale, Brini; mentre non sono note le scelte elettorali dell’ex sindaco socialista, Costamagna, che dopo la candidatura e l’elezione di Rogani nella civica di centrodestra “Obiettivo Civitanova” s’è visto tagliare i ponti dal centrosinistra.

Una situazione politica civitanovese in grande movimento, in cui non è escluso che in luogo di due candidature forti, espresse dai tradizionali schieramenti – come avvenuto nelle ultime tornate delle Comunali – ve ne possano essere di più, con incertezza su chi accederà al ballottaggio e la possibilità che leader ora in auge restino al palo. Si attende una campagna elettorale alquanto combattuta, con esiti a sorpresa.

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