Civitanova, giornata di cortei: anche il movimento antirazzista è sceso in strada

Un fiume guidato da giovani italiani, figli di immigrati e che nella sfilata non hanno avuto “pietà” per nessuna realtà politica e sociale

di Maikol Di Stefano

Un secondo corteo è partito a Civitanova, sempre dallo stadio. Il comitato nazionale “anti razzismo”. Un fiume guidato da giovani italiani, figli di immigrati e che nella sfilata non hanno avuto “pietà” per nessuna realtà politica e sociale. “La morte di un fratello, Alika, a cui qualcuno ha pare di dare un nome e di spiegare con un solo aggettivo: razzismo. – uno degli interventi megafono in mano, mentre il corteo procede verso la piazza – E se non è razzismo, allora che qualcuno ci venga a dire di cosa è morto? Cosa c’è dietro il filmare e non intervenire”. Attacco diretto anche alla classe politica nazionale e locale, a portarla avanti è Pierre, che già mercoledì nel sit-in dei sindacati, microfono in mano aveva parlato senza peli sulla lingua. “Siamo stanchi di questa classe politica, del sindaco Fabrizio Ciarapica e del suo fare propaganda sui social, utilizzando la morte di un nostro fratello. Siamo stanchi del Partito Democratico e del suo segretario

Enrico Letta, che senza sapere neanche quando si terranno i funerali è uscito su tutti i giornali dicendo che lui ‘ci sarà’, ma c’è una cosa che lui non sa: noi non lo vogliamo”. Uniti e inginocchiati, in un rituale divenuto famoso grazie al movimento Black Lives Matter e sempre microfono in mano, tornando all’attacco del primo cittadino civitanovese: “La sua politica e il suo parlare sono alle basi di quanto è successo”.

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