Civitanova e la Civitanovese salutano “l’ultimo grande presidente”

Gino Ruggeri, morto a 73 anni, ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio rossoblu

di Aldo Caporaletti

Nella giornata i cui i colori della Civitanovese hanno dato l’addio al loro grande presidente, Gino Ruggeri, scomparso venerdì 8 gennaio all’età di 73 anni, il pensiero degli sportivi rossoblu va alla lunga militanza (16 stagioni consecutive) nel calcio professionistico. Di quella esaltante avventura, dopo i presidenti Francesco Verdini e Umberto Traini che conquistarono in rapida successione, all’inizio degli anni ’80, due memorabili promozioni nella nuova Serie C1 a due gironi, fu protagonista Ruggeri. L’imprenditore calzaturiero, già punto di forza della società con i due illustri predecessori, assunse la presidenza, dall’incarico di vicepresidente, dopo la scomparsa in un tragico incidente stradale in Val Padana di Umberto Traini. Siamo nel novembre 1986 e la Civitanovese appena due stagioni prima aveva mancato di un soffio, sconfitta ai calci di rigore nello spareggio di Perugia con il Fano dell’ex tecnico rossoblu Osvaldo Jaconi, la terza promozione in Serie C1.

La presiedenza Ruggeri, che si avvalse dell’apporto dei dirigenti storici integrati da nuovi ingressi societari (tra cui lo sponsor Franco Cavalieri), si caratterizzò per una politica di valorizzazione dei giovani civitanovesi e delle località limitrofe. Un progetto, unito a un’abile strategia di mercato per consolidare le casse sociali, che garantì alla Civitanovese sette stagioni di tranquilla permanenza in Serie C2. Direttore sportivo era il maceratese Andrea Pallotto, reincontrato nel giugno 2019 alla sfida tra Vecchie glorie rossoblu-Nazionale italiana trapiantati, promossa dall’Aido di Civitanova Marche. Tra i giocatori che si affermarono durante la gestione Ruggeri: Massimo Scoponi, prima in Serie B con la Fermana e poi in Serie A con il Modena; Simone Giacchetta in Serie A con il Napoli di Maradona, la Reggina e il Genoa; Gianluca De Angelis e l’ascolano Gaetano Calvaresi, in Serie B rispettivamente con l’Ancona e l’Avellino.

La presidenza Ruggeri si concluse nella stagione 1992-93, con l’ennesima salvezza nella Serie C2 ridotta a tre gironi. Si fece da parte dopo ripetuti inviti di nuovi soci, che assicuravano di avere alle spalle imprenditori più ambiziosi. L’operazioone portò alla presidenza Bracalente, che potè però contare sul solo sostegno del dirigente Cataldi. Disputare la Serie C2 in tali condizioni appariva rischioso, ma Bracalente volle provarci. La Civitanovese terminò il torneo al penultimo posto, con 11 punti di distacco dalla zona-salvezza e retrocesse in Serie D. Profetico il dirigente Franco Cavalieri al passaggio di mano di Ruggeri: “Questa è una pagina nera nella storia del calcio civitanovese. Un salto nel buio. E chissà per quanto tempo se ne pagheranno le conseguenze”. Dalla stagione 1993-94 la Civitanovese non ha più giocato tra i professionisti e gli sportivi rossoblu, mentre danno l’ultimo saluto a Gino Ruggeri, lo rimpiamgono quale “ultimo grande presidente”.

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