Civitanova, convegno sul Controllo di Vicinato e sicurezza urbana

Gli interventi del dottor Andrea Grosso e Domenico Bevilacqua

Venerdì 27 settembre, si è tenuto presso la Sala Cecchetti della Biblioteca “Silvio Zavatti” di Civitanova Marche il convegno dal titolo “Decisioni Individuali, Controllo di Vicinato e Strategie Integrate di Sicurezza Urbana“. I Relatori sono stati il dottor Andrea Grosso, Psicoterapeuta ed Esperto di Sviluppo del Potenziale Umano, con una relazione dal titolo “L’impegno personale nella costruzione di un Mondo Nuovo. Sfide per la vita della comunità”; ed il dottor Domenico Bevilacqua, in rappresentanza del dottor Francesco Caccetta, presidente della Italian Neighbourhood Watch Association, con una relazione dal titolo “Controllo di Vicinato e strategie integrate di sicurezza urbana: riduzione delle vulnerabilità individuali, collaborazione tra vicini e recupero del capitale sociale”.

 

Il dottor Grosso ha evidenziato questioni veramente molto complesse. Da esperto di sviluppo del potenziale umano, ha innanzitutto sottolineato come la bassa presenza di pubblico al convegno sia stata un segno di quanto bisogno vi sia del Controllo di Vicinato. Ha mostrato l’illusorietà della scelta, quando utilizziamo la mente ordinaria che non consente di uscire da quanto proposto dall’esterno. Il basso interesse verso alcuni argomenti, quindi, è dovuto al fatto che troppe persone associano tali argomenti, tipo il Controllo di Vicinato, ad una certa parte partitica. L’interconnessione (tra gli umani, con i vegetali, gli animali), invece, è sempre stata la caratteristica del vivere umano ed è una cosa talmente ovvia che non viene mai notata, un “ovvio elusivo” dalle pessime conseguenze, come il fatto che stiamo tutti respirando la stessa aria.

Nella storia, abbiamo sempre avuto un apprendimento identificabile come “pastore-pecore” che, però, crea il problema per cui la maggior parte delle persone si adegua perché le hanno detto di far così. Nei nostri quartieri, nelle nostre vie, nel Controllo di Vicinato, si aspetta, pertanto, qualcuno che faccia qualcosa, qualcuno che si muova, qualcuno che organizzi. Se questo sistema ha funzionato nel passato, ora, però, crea delle situazioni problematiche, e la prima è la non assunzione di responsabilità. La differenza si fa solo se cominciamo a responsabilizzarci. Scendendo ai nostri quartieri, difficilmente la situazione cambierà. Cercando di comprendere l’attuale comportamento di molti, se ognuno di noi è dentro i propri problemi, le proprie responsabilità, è difficile avere spazio per altri argomenti, quindi, si può capire che non ci sia spazio per pensare al proprio vicino di casa e questo fa male, in primo luogo, a noi stessi, perché siamo animali sociali interconnessi, ma stentiamo a percepirci come appartenenti alla stessa razza umana che abitano la stessa casa. L’invito pratico, quindi, come motore del cambiamento, è credere che noi dobbiamo cambiare, liberarci dai condizionamenti, aprire i nostri cuori e spontaneamente ci verrà di occuparci dei nostri vicini. Chi vuole saperne di più consulti: http://www.andreagrosso.it/

 

Il dottor Bevilacqua ha fatto presente di aver consegnato alla Regione Marche il progetto di legge regionale sul Controllo di Vicinato approvato dal Consiglio Regionale del Veneto all’unanimità. L’intervento, poi, si è diretto a spiegare l’importanza delle decisioni sia dei singoli individui sia delle pubbliche amministrazioni. Ha poi spiegato le tre teorie criminologiche che sono alla base del CdV: la “Teoria delle finestre rotte” che, come noto, ha scoperto che una persona che si trova in un’area degradata è più portata ad aumentarne il degrado, quindi, è importante la manutenzione degli spazi pubblici e privati; la “Prevenzione del crimine attraverso la progettazione ambientale (pubblica e privata) – CPTED” che dimostra come sia le singole persone sia le amministrazioni comunali possano decidere di progettare i luoghi in maniera da promuovere il decoro ed una bassa vulnerabilità ai comportamenti criminali e la “Teoria della prevenzione situazionale” che dice che un crimine può verificarsi solamente in presenza di tre elementi, un malvivente, un obiettivo appetibile ed una mancanza di controllo. L’obiettivo appetibile sono le persone e le loro proprietà, mentre il controllo informale è quanto le persone possono fare. Pertanto, la decisione individuale è fondamentale per ridurre i tassi criminali.

A Civitanova, il “CdV Plus” è il progetto che il dottor Bevilacqua e l’architetto Petrelli hanno portato all’attenzione della cittadinanza nel 2015 e che continua ad andare avanti grazie all’Associazione Controllo di Vicinato Civitanova Marche. Le decisioni dell’amministrazione comunale civitanovese di farsi supportare, per motivazioni ignote, da chi non approva ed anzi nega l’efficacia del “CdV Plus” non possono portare a nulla di buono, come il dottor Caccetta ha avvertito nel suo articolo “I Pericoli del Controllo di Vicinato“, in cui afferma che: “purtroppo, come per ogni progetto vincente, ci sono sempre persone che cercano di accaparrarsi una fetta di notorietà pur non avendo alcun titolo e soprattutto, cosa più grave, alcuna competenza in materia, spacciando prodotti simili e rischiando così di far prendere pieghe pericolose alla realizzazione del programma, con danni irreversibili per i territori dove il CdV viene malamente applicato”. Infatti, “Il progetto del CdV richiede un protocollo ben definito, fondato su tre pilastri fondamentali, più volte spiegati dai fondatori ma spesso disattesi per convenienze personali o per scarsa preparazione. Tali capacità e competenze si apprendono durante gli incontri formativi con persone adeguatamente preparate dalle associazioni nazionali quali INWA (che si occupa di studio, ricerca e formazione sui fenomeni del controllo di vicinato internazionale, presieduta da Francesco Caccetta) e ANCDV (Associazione Nazionale e rete di tutte le associazioni di CDV sparse nel territorio italiano, presieduta da Leonardo Campanale)”.

 

Il Convegno si è chiuso con i consigli ai Sindaci del dottor Caccetta. In primo luogo, i Sindaci dovrebbero “chiedere a colui che si presenta come coordinatore o referente di zona quali siano i componenti del consiglio direttivo della associazione da lui rappresentata; chiedere di fornire lo statuto dell’associazione ed i componenti del comitato scientifico, al fine di evitare di cadere in mano di autodidatti, sicuramente armati di buona volontà, ma con scarse o nulle esperienze e competenze”.

Secondariamente, “spesso il pensiero predominante degli pseudo-esperti è quello della foggia del cartello da esporre, che deve essere assolutamente autorizzato dal grande capo dell’associazione, pena la scomunica a vita dal CdV ed il diniego ad usare il simbolo magico”. In terzo luogo, “gli stessi pseudo esperti, pur di sostenere le loro convinzioni, ricorrono ad una sorta di negazionismo scientifico, dichiarando che il CdV non necessita di esperti o scienziati ma solo di persone di buona volontà. Questo negare ciò che, invece, un’intera comunità scientifica accetta sulla scorta di innumerevoli dati incontestabili, nasconde forse, semplicemente, una banale ricerca di protagonismo”.

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