Civitanova, le ultime in vista delle elezioni 2022

Fabrizio Ciarapica, Sindaco di Civitanova

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di Aldo Caporaletti

Con la conclusione della stagione estiva, riprende a Civitanova l’attività politica, proiettata
all’appuntamento con le elezioni del 2022, quando i cittadini saranno chiamati a scegliere il sindaco e il consiglio comunale. Il centrodestra, che governa la città rivierasca da alcuni decenni, con la parziale interruzione della giunta Corvatta, è unito nella ricandidatura del primo cittadino, Fabrizio Ciarapica, seppure nell’ultima consiliatura si siano registrati numerosi movimenti nei gruppi.

La riproposizione di Ciarapica è sostenuta da un accordo provinciale del centrodestra che
investe anche due cittadine al voto amministrativo nel prossimo ottobre: San Severino e Porto
Recanati, sinora guidate da sindaci civici. Mentre il voto del consiglio comunale di Civitanova sul
progetto del Porto (bocciatura della mozione dell’opposizione) ha consolidato il centrodestra, con i Fratelli d’Italia che puntano (se Ciarapica sarà candidato al Parlamento) alla carica di sindaco.

L’ex presidente dei Teatri, Squadroni – come si ricorderà – si era dimessa dall’incarico in
aperta polemica con l’amministrazione e l’assessore alla Cultura Gabellleri (che a Civitanova
nessuno rimpiange). In seguito aveva annunciato la sua candidatura a sindaco cercando per farla
maturare l’appoggio dei Fratelli d’Italia, non ottenuto. “L’occasione persa” con il voto sul Porto, di cui aveva parlato la professionista, non è dei FdI ma la propria con la candidatura che tramonta.

Tutto in alto mare, invece, nel centrosinistra che a leggere i giornali on-line (o seguire le
dirette facebook) dei leader storici dovrebbe andare “a gonfie vele”. La realtà è diversa, poiché
l’alleanza (tutta da costruire) è formata da fronti contrapposti: da una parte il PD, ingessato da una leadership obsoleta e dall’altra i gruppi civici (uno di essi facente capo all’ex sindaco Corvatta) che reclamano un peso decisionale.

Non è esclusa la candidatuta-sindaco di un civico di sinistra. Il Pd, in cui è avviata la fase congressuale, fa sapere che ha riunito a distanza il direttivo e deciso di affiancare al giovane segretario Frinconi, che brilla per l’assenza dal dibattito politico cittadino, “due tutori” d’esperienza: l’ex consiliere comunale e presidente Atac, Sergio Cognigni (organizzazione) e l’ex consigliere regionale e assessore comunale Francesco Micucci (di Galliano) incaricato di tenere contatti con le liste di centrosinistra, utili anche per il suo futuro politico.

Si era parlato di una candidatura-sindaco di Micucci Jr, accantonata per il calo di consensi a
Civitanova nelle ultime regionali, che non ne ha consentito la rielezione. Ora gli obiettivi sono
cambiati, si punta a formare un blocco compatto (con la storica rinuncia di Silenzi a candidarsi,
dopo 50 anni!) che assicuri a Micucci 1000 preferenze. Con tale risultato si tenterà di presentarlo al Parlamento: non riuscisse si sosterrebbe la candidatura di Carancini, per sostituirlo in Regione.

Stando così le cose, non si vede all’orizzonte un candidato-sindaco del centrosinistra, con i
Cinque Stelle che correranno da soli (candidata l’on. Emiliozzi?). Riemerge, come ad ogni elezione comunale, il nome di un medico che però rimane sempre sulla carta. Perchè i professionisti, con l’esperienza maturata, mal si piegano alle convenienze dei capi partitici. Un centrosinistra che come nelle corse ippiche parte con l’handicap, che le divisioni interne non consentono di colmare.

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