“Ciò che non si vede ci può essere”, la storia di Lolò ad Ascoli Piceno

La storica bottega festeggia i 65 anni di attività

Enzo Bruni, insieme a suo fratello, gestisce la storica bottega di Lolò, situata nel quartiere Le Callare di Ascoli Piceno, che quest’anno celebra un traguardo significativo: 65 anni di attività. Enzo racconta che l’origine di questa impresa risale a suo padre, Rodolfo Bruni, noto come Lolò, che decise di avviare un commercio al minuto senza precedenti esperienze nel settore. “Mio padre si recò alla camera di commercio e richiese una licenza per tutte le categorie merceologiche disponibili, e gliene concessero quasi tutte”, spiega Enzo.

La bottega ha un motto storico, creato dal fondatore: “CIO’ CHE NON SI VEDE CI PUO’ ESSERE”. Questo principio riflette l’impegno della bottega a resistere all’evoluzione del commercio, che oggi tende a oscurare le attività tradizionali. Enzo sottolinea come Lolò abbia sempre puntato sulla specializzazione, offrendo minuterie e articoli particolari, dall’intimo alla pigiameria, pur avendo anche articoli più comuni. “Non è quello il nostro forte”, aggiunge.

La bottega rappresenta anche un punto di incontro per la comunità, dove i cittadini si fermano per scambiare due chiacchiere. Anche se Rodolfo Bruni è scomparso nell’agosto del 2024, il suo amore e la sua passione per il lavoro continuano a vivere attraverso i suoi figli, mantenendo viva l’importanza commerciale della Bottega di Lolò nella cittadina ascolana.

Giorgia Traini
Author: Giorgia Traini

Potrebbe interessarti anche

                       

Articoli correlati

                       

Dalla home
VUOI RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO?

Iscriviti al nostro
canale telegram

Autore

I Più LETTI
DELLA SETTIMANA

I Più condivisi
DELLA SETTIMANA

 

Ultime NEWS