Ciclovia della Vallata del Tronto, proseguono i lavori: cosa manca per la conclusione?

A bordo delle due ruote si può raggiungere il mare o l’entroterra

Sotto le Cento Torri proseguono i lavori per la conclusione del percorso ciclopedonale che dal capoluogo dovrebbe collegare sia la montagna che la vallata e la zona costiera. Al momento il percorso ciclabile in direzione San Benedetto, è percorribile fino alla zona industriale di Ascoli, quasi alle porte di Castel di Lama.

Due anni fa la Regione ha decretato due impegni a favore dei comuni di Acquasanta Terme e Maltignano, arrivando a una dotazione totale di 5 milioni di euro finora stanziati per quel tratto. Il lotto funzionale di pista partirà dall’interno dell’abitato di Acquasanta, dalla zona della “grotta sudatoria”, e si muoverà in direzione de “Lu Vurghe“, uno dei luoghi più suggestivi e visitati del comprensorio, piccole terme a cielo aperto situate nella frazione Santa Maria, frequentatissime soprattutto nei mesi estivi. 

Per quanto riguarda il territorio del Comune di Ascoli, dallo scorso giugno si è conclusa la sistemazione della pista ciclo-pedonale del ponte di SS. Filippo e Giacomo, che collega la zona centrale della città al quartiere di Monticelli e alla pista ciclabile che prende il via dalla zona del Velodromo nel popoloso quartiere di Ascoli. Nella Vallata è già pronto un tratto di pista che collega Colli a Pagliare, mentre si aspetta il completamento del tratto del percorso di collegamento che è compreso nella realizzazione della Ciclovia della Vallata del Tronto attraverso i territori comunali di Monteprandone, Monsampolo, Spinetoli e Colli del Tronto in direzione mare. Questo è un fulgido esempio di quella che è chiamata “Mobilità dolce” ovvero una soluzione che aiuta a decongestionare il traffico urbano ma che può aiutare a valorizzare le città.

Fuori dai contesti urbani, rappresenta invece un modo di viaggiare alternativo all’auto, che aiuta il fisico, il morale ma anche l’ambiente. In poco tempo, a bordo delle due ruote, si può raggiungere il mare o l’entroterra senza dover andare in macchina.

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