Cicchi: “L’Aquila merita la Serie D, sarebbe una grande soddisfazione”

Il ds parla alle porte delle ultime sfide playoff

Grande soddisfazione per il ds Claudio Cicchi che a L’Aquila (Eccellenza Abruzzo) ha conquistato le finali nazionali dopo una lunga rincorsa. “Con l’avvento in panchina di Sergio Lo Re la squadra ha inanellato una lunga serie di risultati positivi – ha detto Claudio Cicchi – perdendo nel girone di ritorno solo una partita a Cupello. Anzi, ci tengo a sottolineare che nella seconda parte del campionato l’Aquila ha collezionato più punti di tutte le avversarie, compreso l’Avezzano”.

Ma cos’è’ cambiato rispetto all’avvio di stagione? “La squadra ora è consapevole dei propri mezzi e gioca sempre per vincere. Sergio Lo Re ha fatto un grande lavoro, soprattutto sulla testa dei giocatori usando il bastone e la carota. L’Aquila gioca e diverte, è uno spettacolo vederla in campo. Ora, grazie al mister, ha una marcia in più rispetto alle avversarie anche se ha dovuto fare a meno per diverso tempo di elementi fondamentali come Bedin, Loviso e Colombatti, tanto per citare qualcuno”. Gli spareggi con la Torrese e il Giulianova non hanno avuto storia. “Con la Torrese, che è un’ottima squadra, avevamo già vinto sia in casa loro che al Gran Sasso. Ai play-off anche se ci bastava il pareggio abbiamo fatto una grande partita. Con il Giulianova ci giocavamo la stagione ma la squadra, sospinta dai nostri meravigliosi tifosi, sin dalle prime battute ha preso il pallino del gioco segnando due reti, sfiorando altre tre volte la via del gol colpendo anche una traversa. La nostra esperienza, il nostro palleggiò hanno prevalso sui giovani del Giulianova, grande rivelazione del campionato. Onore a mister Cerasi, un maestro dei giovani ed una brava persona, e al Presidente Muccicone, vero signore. Due partite, comunque, dominate con la squadra messa stupendamente in campo da Sergio Lo Re”.

Qual è la forza di questa squadra, almeno attualmente? “Non è il singolo ma la compattezza, la fame di vincere, le giuste motivazioni – risponde Cicchi – in porta De Chirico che lo scorso anno era a Recanati e due anni fa con me a Castelnuovo Vomano, terzino destro Tempestilli, ex Atletico Ascoli e Montegiorgio, terzino sinistro Romanucci, ex Ascoli, Teramo e Vastese, difensori centrali Scognamiglio e Brunetti che erano con l’ex Giampaolo a Recanati. Due giocatori sprecati in questa categoria. A centrocampo Carbonelli, un 2000 di cui sentiremo presto parlare(ex Avellino), Massetti che sta segnando gol a grappoli, ex Rimini, Matica e Giulianova e Pejic, ex Agnonese. In attacco Di Ruocco (13 gol) un fenomeno dal passato illustre, Shiba(14 gol da dicembre)che negli ultimi due anni ha vinto con il Castelfidardo e Porto d’Ascoli e D’Ercole, ex Castelfidardo. Ma non dimenticherei Di Norcia, Mantini, Saurino, Colombatti, Bedin, Loviso, Ponzi, Ziroli, Meo, Di Matteo, Di Francesco e Basile. Un mix di giovani e promettenti calciatori ed esperti professionisti(Loviso e Di Matteo hanno giocato in Serie A)”.

Domenica andate a giocare a Talora Gavoi in Sardegna. Poi ‘è il ritorno a L’Aquila. Chi passa il turno affronterà per l’accesso in Serie D la vincente tra il Taggia(Liguria) e il Chisola(Piemonte). “Un passo alla volta, adesso pensiamo alla squadra sarda che mi dicono sia forte-dice Cicchi-ma Sergio Lo Re non lascia nulla al caso. Ha già studiato questa squadra in tutte le sue forme. Una cosa è certa e cioè che L’Aquila 1927 vuole andare in Serie D. La città’, i tifosi e la società’ lo meritano. Mancano 4 partite affinché si avveri questo sogno. Sarebbe il giusto premio a dei giocatori eccezionali, ad un mister e staff tecnico capace e a dei dirigenti bravissimi. Io non ho fatto niente di speciale. Il merito è tutto loro che ci hanno sempre creduto e della società che ci è stata sempre vicino”.

Le scommesse a Cicchi sono sempre piaciute e i risultati gli danno ragione. “Vincere a L’Aquila sarebbe una grande soddisfazione ed è per questo che confido molto nella bravura del mister e dei ragazzi. Dal Presidente Barberio(persona eccezionale) al magazziniere Biondi e alla figura storica di Pietro Rotilio (Team Manager) tutti hanno dato un grande contributo e li ringrazio. Io sostengo da sempre che il lavoro e la serietà pagano sempre”.

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