Ciabbino-Atletico Ascoli, il ritorno di fiamma verso Aloisi

Antonio Aloisi quando era allenatore del Ciabbino

ECCELLENZA – Il tecnico prende il posto di Filippini tra intrecci e curiosità del passato

Intrecci e contro intrecci per la scelta dell’Atletico Ascoli in panchina. Antonio Aloisi è il nuovo allenatore del club che ha sollevato dall’incarico Stefano Filippini dopo un solo punto nelle prime tre giornate di campionato. Quello dell’ex difensore dell’Ascoli Calcio è stato definito un “ritorno” che però non è così veritiero. La società magari era la stessa, ma Aloisi ha allenato il gruppo al Ciabbino e non all’Atletico Ascoli, sicuramente due club non uguali. Da allenatore appunto del Ciabbino, Aloisi subentrò nel 2016 a Giovanni Clerici portando la squadra a giocare la finale playoff di Promozione contro l’Atletico Alma, perdendo 4-1. In quella torrida estate, la società venne ripescata in Eccellenza i primi di agosto ma qualcosa tra il club e l’allenatore non andò per il verso giusto e Aloisi non fu riconfermato.

A lui subentrò proprio Filippini che, ironia della sorte, era pronto ad allenare l’Azzurra Colli, con tanto di pre-contratto firmato a maggio e foto apparsa sul sito della società. Dietrofront clamoroso di Filippini che andò al Ciabbino prima e all’Atletico Ascoli poi. Un fatto che l’allora direttore Fioravanti definì incredibile: “Mai vista una cosa del genere in quarant’anni di calcio“. Colli nel destino anche perché lo stesso Aloisi sedette sulla panchina rossoazzurra. Preso per allenare in Promozione nel 2019, la squadra venne ripescata in Eccellenza.

Poco tempo per amalgamare la campagna acquisti messa su in poco tempo e quindi i risultati non sono arrivati (2 vittorie, 1 pareggio e 6 sconfitte il bottino). Sollevato dall’incarico, ora Aloisi ripartirà proprio dall’Atletico Ascoli subentrando a Filippini dopo una sconfitta a Colli. Il caso non esiste. Una scelta sicuramente di esperienza per la società ascolana, che aveva tra i nomi papabili anche Destro e soprattutto Nico Stallone. Smorzata la possibilità di guardare avanti verso una nuova guida tecnica ma l’idea ancora una volta è stata quella di “affidarsi a chi si conosce”, modus operandi abbastanza consueto nella gestione del club, giusta o sbagliata che sia. Sicuramente Aloisi potrà fare bene con una squadra costruita per la parte alta della classifica che però, per ora, milita nei bassifondi.