Choc Jesina, si dimette il dg Micozzi

SERIE D – Alla vigilia di una sfida importante fulmine a ciel sereno per i leoncelli: “Non c’erano più le condizioni per proseguire”

di Michele Raffa

Fulmine a cielo sereno in casa Jesina. Alla vigilia della delicata sfida di campionato contro la Vastese, il direttore generale Stefano Micozzi si è dimesso. Che fosse un periodo turbolento in casa biancorossa lo si era capito, noi lo abbiamo avvicinato per capire quanto accaduto.

Allora Micozzi, è realmente chiuso il suo rapporto con la Jesina? “Ho appena inviato una mail con le mie dimissioni al presidente e alla segreteria della Jesina Calcio. Purtroppo non ci sono più i presupposti per continuare. A dire il vero non so se ci sono mai stati, perché in realtà tante situazioni non le conoscevo a giugno, quando ho accettato questo incarico, ma si sono palesate strada facendo. Ciononostante mi sono buttato in questa avventura a corpo morto, con tanto entusiasmo e in poco più di tre mesi tanto è stato fatto”.

Ci può aggiornare? Cosa è successo nello specifico? “Si sono ricuciti i rapporti con l’Amministrazione Comunale, che si erano freddati a causa di qualche dichiarazione avventata dello scorso anno. Si è iniziato un discorso per il sintetico al Mosconi, per il quale sia il Sindaco che il dirigente Torelli si sono dichiarati disponibili. A tal proposito abbiamo inoltrato una proposta per la quale attendiamo le considerazioni del dirigente proprio la settimana prossima. Anche con la Uisp ora si collabora in maniera fattiva, tanto che ci hanno messo a disposizione il Carotti per l’intero periodo della preparazione della prima squadra. Abbiamo iniziato un grosso lavoro di ristrutturazione del settore giovanile, partendo dalla selezione di allenatori e responsabili tecnici, fino a riprendere il discorso della collaborazione con l’Empoli, che l’anno scorso non era andata molto bene. Anche per i pulmini a disposizione del settore giovanile avevamo quasi portato a termine l’accordo. Tutto questo in soli tre mesi di lavoro. Sì è perso qualche tesserato del settore giovanile, è vero, ma ne eravamo ben consapevoli quando siamo partiti, in netto ritardo rispetto alle altre società limitrofe. E comunque ritengo che la Jesina non debba fare una corsa alle quote e ai numeri, bensì alzare il livello di qualità del proprio lavoro e fare da raccordo per tutte le società della Vallesina”.

Ma allora cosa si è rotto? “Purtroppo ho ritenuto di non poter continuare in quanto alcune persone vicine al presidente non erano contente, forse, di aver  ‘perso il controllo della situazione’, dirigenti ed ex dirigenti di Jesi, ed ho visto che questa cosa dispiaceva al presidente. Mosconi è una brava persona e l’ho visto sinceramente in difficoltà a gestire i rapporti tra questi dirigenti di Jesi e ‘quelli di Macerata’. Per questo motivo ho preferito facilitargli il compito. Fin dall’inizio ho avuto la sensazione di non avere la collaborazione di alcune persone. Mancate risposte al telefono, informazioni richieste che non arrivavano, rallentamenti anche sulle cose più semplici. In un primo momento ho pensato solo che mancasse un po’ di organizzazione, ma poi la cosa ha iniziato ad essere sospetta. Non si può lavorare a lungo in queste condizioni”.

Sulla sua decisione ha pesato anche il brutto momento che sta passando la prima squadra in campionato? “La situazione della prima squadra non è così grave come sembra. Sicuramente la classifica ora non sorride alla Jesina, ma la rosa ha tutte le capacità di tirarsi fuori da questa situazione. Forse questo scossone societario servirà ai ragazzi per scrollarsi di dosso un pessimismo generalizzato. Sono bravi, lo staff è all’altezza del campionato da affrontare. Basta poco per prendere un po’ di entusiasmo e farlo prendere alla piazza, da sempre motore di questa società”.

Prima parlava di pessimismo generalizzato a Jesi. Da cosa dipende? “Il pessimismo generalizzato dipende da tante cose. Ok i risultati che latitano (non dimentichiamo però che Avezzano a parte, dove abbiamo davvero fatto una brutta prestazione, la fortuna non ha di certo aiutato la Jesina. Gol subiti allo scadere, decisioni arbitrali non certo favorevoli in più di una occasione, ecc…), ma anche qualche addetto ai lavori di Jesi sembra voler peggiorare la situazione a tutti i costi. Mi riferisco a qualche articolo uscito nei giorni scorsi dove sono state scritte falsità clamorose. E’ stato riportato che la Jesina vive alla giornata girovagando per i campi di Jesi senza alcuna programmazione e che la dirigenza si è dimenticata di lasciare spazi al Carotti per la prima squadra. Nulla di più falso. Premesso che la situazione campi a Jesi è quella che è, l’anno scorso la prima squadra si è allenata al Carotti fino a dicembre, quando è dovuta migrare a Monsano perché le condizioni del Carotti erano pessime, nonostante un autunno poco piovoso. Quest’anno abbiamo deciso coscientemente di non andare con la prima squadra sul Carotti proprio per preservarlo, riservandolo solo ai bambini dal 2009 al 2014. Per la prima squadra abbiamo fatto un accordo per i campi di Monsano, dove vige la regola di tutti i campi in erba: se non piove si può andare al principale, ma in condizioni precarie, ci si allena al secondario. Anche l’anno scorso quando pioveva la squadra si allenava all’antistadio del Carotti. Il fatto di andare qualche volta sui sintetici della zona, serve per poter usufruire di campi grandi senza arrecare danni ai fondi in erba. Ci trovate qualcosa di strano? Tra l’altro proprio la settimana scorsa abbiamo fatto un sopralluogo al Cardinaletti con il mister ed abbiamo trovato un accordo per poter usufruire 2 o 3  giorni a settimana di quell’impianto per la prima squadra. Anche il silenzio stampa di questa settimana ha sollevato un polverone pazzesco. Ma a me non sembra strano evitare dichiarazioni che avrebbero potuto creare disagi dopo una brutta prestazione come quella di Avezzano. Silenzio stampa che ha permesso alla società di prendere tante decisioni in tutta tranquillità e silenzio stampa che sarà interrotto, da quello che si era deciso, domani in occasione della partita interna con la Vastese. Non parliamo poi di tutte le notizie infondate sull’esonero di Manuelli, sulla prima squadra affidata a Cuicchi, sul sostituto di Cuicchi per la juniores, e chi più ne ha e più ne metta. Devo dire che non so quanto sia responsabilità di chi scrive e quanto di personaggi che mettono in giro voci ad arte. Comunque adesso non servirà più e tutti potranno lavorare più serenamente per il bene della Jesina”.

Il futuro? Adesso riprendo a lavorare a tempo pieno. In questi mesi ho messo colpevolmente in secondo piano la mia professione. Poi vedremo. Sicuramente per un appassionato come me stare lontano dal calcio risulterà difficile, ma la distanza sarà elemento decisivo nel pensare il prossimo impegno. Vorrei però, prima scusarmi con tutte quelle persone e aziende con le quali lascio discorsi a metà, spero che qualcun altro li terminerà per il bene della Jesina. Vorrei anche ringraziare tutte quelle persone che quotidianamente si adoperano a Jesi con passione quali Ennio (il segretario storico), i segretari del settore giovanile, i magazzinieri, i custodi, l’autista, l’addetto all’arbitro e il Team Manager, il DS e il Direttore Tecnico, lo staff della prima squadra e soprattutto lo staff del settore giovanile, che tra mille difficoltà dimostrano un attaccamento e una professionalità indiscutibili. Forza Jesina”.

Potrebbe interessarti anche

                       

Articoli correlati

                       

Dalla home
VUOI RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO?

Iscriviti al nostro
canale telegram

Tag
Autore

I Più LETTI
DELLA SETTIMANA

I Più condivisi
DELLA SETTIMANA

 

Ultime NEWS