Nel corso dell’anno sono stati registrati 12 sforamenti del valore massimo consentito di 50 µg/m³, con un picco di 82 µg/m³, un livello che rappresenta un rischio concreto per la salute pubblica
di Gianluca Fenucci
Il PD di Chiaravalle critica l’amministrazione comunale. “I dati sulla qualità dell’aria relativi al 2025 – si legge in un comunicato della sezione Molinelli del Partito Democratico di Chiaravalle – certificano una situazione grave e persistente per Chiaravalle. Secondo il report ARPAM, ripreso dal Il Corriere Adriatico il 18 gennaio 2026, la città si colloca al secondo posto nelle Marche per numero di superamenti del limite di legge delle polveri sottili (PM10).
Nel corso dell’anno sono stati registrati 12 sforamenti del valore massimo consentito di 50 µg/m³, con un picco di 82 µg/m³, un livello che rappresenta un rischio concreto per la salute pubblica. Non si tratta di un episodio isolato, ma di una criticità che si ripete da anni e che ormai assume carattere strutturale.
Di fronte a dati così evidenti, colpisce l’assenza di una strategia chiara e continuativa da parte dell’amministrazione comunale. L’inquinamento atmosferico a Chiaravalle non è un’emergenza improvvisa, ma un problema noto, documentato e più volte segnalato anche dai comitati cittadini. Il problema si è aggravato negli ultimi anni. Eppure, a fronte di numeri allarmanti, il Comune continua a muoversi con interventi deboli, discontinui o puramente formali.
Anche il Comitato Cittadino Coppetella ha più volte evidenziato come la stazione di monitoraggio sia collocata in un’area periferica e agricola, lontana dal traffico urbano, chiedendo senza esito lo spostamento della centralina per ottenere dati più rappresentativi dell’esposizione reale dei cittadini. Una richiesta rimasta finora inascoltata, che si inserisce in un quadro più ampio di mancata assunzione di responsabilità.
È vero che la posizione geografica di Chiaravalle, inserita in un’area valliva, contribuisce alla concentrazione degli inquinanti. Ma proprio per questo sarebbe necessario un maggiore impegno politico e amministrativo, non una sostanziale immobilità. La Regione Marche ha fornito indicazioni precise per i comuni costieri e vallivi: limitazioni alla circolazione nei periodi critici, regolazione del riscaldamento pubblico e privato, controlli sulle attività produttive più impattanti. Indicazioni che, a Chiaravalle, non risultano applicate in modo sistematico né strutturale.
A rendere ancora più preoccupante il quadro è la prospettiva di un aumento del traffico veicolare, legato a nuovi interventi urbanistici nelle aree dell’ex Consorzio Agrario e dell’ex area Mariotti, senza che sia stato avviato un serio bilancio ambientale complessivo.
Il Partito Democratico ritiene che l’inerzia dell’amministrazione comunale non sia più giustificabile: “La tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente deve diventare una priorità reale, non solo enunciata. Servono scelte politiche chiare, basate sui dati scientifici, capaci di affrontare le cause dell’inquinamento e non di rincorrerne gli effetti. Chiediamo che il Comune apra finalmente un confronto trasparente con cittadini, comitati e istituzioni competenti e che assuma decisioni coraggiose su mobilità sostenibile, pianificazione urbana e riduzione delle emissioni. Continuare a rimandare significa accettare consapevolmente un peggioramento della qualità della vita a Chiaravalle”.
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