ECCELLENZA – Il gigante di Marotta ha esordito in panchina col Montegranaro battendo la sua ex Fermana. “Nel calcio di oggi il doppio ruolo non si può fare, ho pensato solo ad allenare”
Ha dato i meriti ai suoi ragazzi, che fino ad una settimana prima erano pure i suoi compagni di squadra. Ma nel derby vinto dal Montegranaro a Fermo c’è pure lo zampino di chi la partita l’ha preparata in modo scientifico. Esordio perfetto per mister Gianluca Urbinati, allenatore nel suo vecchio stadio. Fregata la Fermana per 2-0 con un 4-4-2 ben ragionato e “muscolarizzato”. Prestazione atletica eccezionale, idee codificate, mentalità. Una prima coi fiocchi. E adesso? Cosa accadrà domenica prossima con la Sangiustese? Il gigante di Marotta ancora in panca o di nuovo calciatore a servizio di un altro allenatore? Una cosa è chiara. Urbinati non farà il doppio ruolo.
“Martedì scorso quando il pres mi ha incaricato dopo le dimissioni di mister Baldassarri ho detto che avrei sospeso il mio ruolo di calciatore per rispetto di tutti – ha sottolineato un sorridente T-Rex nella sala stampa del Recchioni -. Non è possibile in questo calcio fare insieme l’allenatore e il giocatore. Ora? Non lo so… Rimango a completa disposizione della società, decideranno loro…”. Insomma, è un Urby che non si riterebbe indietro e sarebbe pronto pure ad attaccare gli scarpini al chiodo per Montegranaro. In primis, però, nessuna rivincita nei confronti della Fermana, che l’ha riaccolto in modo abbastanza freddo dimenticando i record, le battaglie, i successi degli ultimi anni.
“Con la Fermana non avevo niente da mettere a posto – il commento del classe ’87 che salutò il club dopo la retrocessione ai playoyut dalla C alla D nel maggio 2022 -. In quei sette anni avevamo dato il massimo, raschiando sempre il barile. Ci sta che alla fine di un ciclo potesse arrivare una giornata maledetta come quella di Viterbo. La cicatrice rimarrà per tutta la vita ma la testa rimane alta. In precedenza ci fu una sfilza di risultati ineguagliabili. Il Recchioni è lo stadio del mio destino. Al di là di come vada, aver esordito qui da allenatore vincendo è una emozione indelebile. Dedico la vittoria ai ragazzi e alla mia compagna che era presente assieme a mio figlio Giulio. Non ci sono parole. E’ difficile da raccontare una storia del genere. Ma, ripeto, la copertina rimane della squadra. I calciatori hanno fatto una gara eroica, dal martedì al sabato c’è stato un gruppo unito”.
“E’ un successo che può dare consapevolezza e fiducia per le ultime otto battaglie che ci devono portare a tutti i costi alla salvezza. Tatticamente abbiamo cambiato qualcosina. Conosco i ragazzi da un anno, per me l‘unico modo per andare a giocare contro la Fermana era andare a prenderla alta. L’abbiamo preparata bene andando a duello individuale in tutte le zone di campo. Alidori e Capodaglio coppia giovanissima? Mi hanno ripagato, Alidori ha fatto una partita mostruosa sul migliore attaccante del girone. Tonuzi? Ha qualità fuori categoria, è un carattere introverso e bisogna saperlo prendere. Deve attaccare, puntare e tirare. Così riesce a valorizzarsi”. Certo che esordire contro la Fermana in uno stadio importante e di fronte ad una cornice di pubblico era “semplice”. Le difficoltà quadruplicheranno domenica quando il Montegranaro dovrà confermarsi e non tornare nell’anonimato. Magari con mister Urbinati. “Con la Sangiustese? Vediamo. Mi ha fatto intanto piacere che i ragazzi mi abbiano dato l’anima e il cuore, ho visto uno spirito importante”.
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