“Chi amministra deve prevenire, non inseguire l’emergenza”

di Fulvia De Santis

La gestione delle emergenze climatiche e la sicurezza del territorio tornano al centro del dibattito cittadino attraverso l’intervento di Pasqualino Piunti, ex sindaco di San Benedetto del Tronto, che nei giorni scorsi ha ribadito la propria visione su prevenzione, intervento e responsabilità pubblica di fronte a eventi meteorologici sempre più frequenti e intensi. Un intervento che assume anche un significato politico, alla luce delle indiscrezioni che lo indicano come probabile candidato alle prossime elezioni amministrative nell’area della Lega.

Nel suo contributo, Piunti ha sottolineato come le cosiddette “bombe d’acqua” non possano più essere considerate episodi eccezionali, ma fenomeni ormai ricorrenti che richiedono programmazione, tempestività e chiarezza decisionale da parte delle amministrazioni locali. Secondo l’ex sindaco, la prima risposta a un’emergenza deve essere l’informazione immediata e capillare ai cittadini, attraverso tutti i canali ufficiali disponibili, con indicazioni precise sui comportamenti da adottare per ridurre i rischi, come evitare seminterrati, sottopassi e l’uso dell’auto.

Accanto alla comunicazione, Piunti ha richiamato la necessità di un intervento rapido e coordinato delle strutture operative, con l’attivazione della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale per i soccorsi, la messa in sicurezza delle aree più esposte e la gestione della viabilità. Particolare attenzione deve essere riservata ai punti critici del territorio, come fiumi, canali e sottopassi, che vanno monitorati costantemente e chiusi senza esitazioni quando le condizioni lo rendono necessario.

Il Comune, ha spiegato, deve garantire supporto concreto al territorio, intervenendo nella rimozione dei detriti e nel rapido ripristino dei servizi essenziali, evitando che i disagi si protraggano nel tempo. Sul piano giuridico, l’ex sindaco ha ricordato come la responsabilità civile dell’ente pubblico possa emergere qualora i danni siano riconducibili a carenze nella manutenzione delle opere pubbliche, come tombini ostruiti o corsi d’acqua non adeguatamente curati. Diverso il caso di eventi realmente straordinari e imprevedibili, nei quali la responsabilità può essere esclusa solo se l’amministrazione dimostra di aver adottato tutte le misure preventive possibili.

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