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Chapeau Lube, lo Scudetto più bello

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Tutta la gioia dei biancorossi dopo lo Scudetto conquistato

Il trionfo di Perugia ha un valore inestimabile. La chiave di volta della stagione l’approdo di De Giorgi e il reintegro di Kovar. Fondamentale il ruolo del capitano, Stankovic un esempio di professionalità

di Andrea Busiello

E’ una frase un po’ scontata ma in questa circostanza ci cade a pennello. Lo Scudetto conquistato a Perugia è il più bello della storia biancorossa. Si, è vero. Si dice sempre dopo la conquista di un trofeo ma questa volta il trionfo ha un successo speciale. In primis perché arrivato a spezzare un sortilegio malefico che vedeva protagonisti i biancorossi, reduci da sette sconfitte consecutive nelle finali. In secondo luogo perché si è vinto sul campo dell’acerrima nemica sportiva Perugia e in terzo luogo per come è arrivato il successo. Sotto 2 a 0 la formazione di De Giorgi ha tirato fuori letteralmente gli attributi e ha dimostrato tutto il proprio valore. Negli ultimi tre set della gara 5 di Finale Scudetto si è vista in campo la miglior Lube della stagione. Quando si vince si festeggia mentre quando si perde ci si giustifica. Questa volta a gioire è la società di patron Giulianelli ed è giusto sottolineare da dove arriva questo successo. Un trionfo che arriva da un investimento importante fatto dalla proprietà in estate per costruire una squadra stellare in tutti i ruoli. L’allenatore Medei, mai avuto la piena fiducia del club, ha avuto la pecca di dover governare un gruppo veramente difficile perché trattasi di tanti campioni e obiettivamente di difficile gestione per chiunque. Quando le cose andavano male la doppia sterzata che ha permesso di svoltare. La decisione di far fuori Medei, anche se ufficialmente si è dimesso, e il reintegro di Jiri Kovar dopo la squalifica per doping. Due mosse azzeccatissime e vincenti. De Giorgi è da sempre un uomo Lube e fu il condottiero del primo Scudetto. Uomo capace tecnicamente e sergente di ferro nel momento più opportuno. Si è messo a lavorare sulla testa dei ragazzi e ha amalgamato un gruppo che settimana dopo settimana ha cominciato a giocare bene e da Lube. L’altra sterzata è arrivata da Kovar. Giocatore sul cui talento non ci sono dubbi e per la Lube averlo a portata di mano è stato fondamentale: un atleta completo che ha saputo dare il respiro giusto a Leal in ricezione. Ecco, capitolo Leal.

Tante volte criticato, anche dal sottoscritto, per la poca attitudine alla ricezione è stato un po’ l’ago della bilancia di questa squadra. Avendo capacità tecniche enormi, quando era in giornata ha fatto spesso la differenza mentre quando non lo era la sua valutazione è stata spesso gravemente insufficiente. Però lo stesso Leal è cresciuto molto nel corso della stagione e nei tre set finali di ieri ha tirato fuori tutto il meglio di sé, accompagnando la squadra a un grande successo. Una squadra costruita con campioni di valore inestimabile come Bruno, Juantorena, Simon e Sokolov: un quartetto veramente pazzesco, capace di divertire contro qualsiasi avversario. Menzione speciale la merita Balaso. Arrivato tra lo scetticismo generale a sostituire un campione come Grebennikov ha iniziato malissimo l’annata e sembrava essere l’anello debole della squadra. Settimana dopo settimana però questo ragazzo è cresciuto e con tantissima umiltà ed abnegazione è riuscito a dare il suo prezioso contributo alla causa. Un capitolo a parte lo merita il capitano Dragan Stankovic. Un fuoriclasse difficile da trovare in giro. Con Simon al centro e per la regola degli stranieri ha spesso svolto il ruolo del comprimario, ma quando è stato chiamato in causa ha sempre risposto da grandissimo atleta sfoderando prestazioni della sua caratura e dimostrando quanto l’uomo Dragan fosse decisivo per questo gruppo. Un ragazzo serio e sempre pronto al sacrifico, fondamentale nell’alchimia di questo gruppo soprattutto nei momenti più difficili. E’ sicuramente il tricolore che rimarrà impresso nel cuore di Giulianelli, il primo innamorato di questa Lube. Passare dall’Inferno al Paradiso (non osiamo pensare il suo stato d’animo sul 2 a 0 Perugia) lo avrà sottoposto a un tourbillon di emozioni che forse ancora non si è reso conto di quello che è successo. Però, in fondo, come dice lo stesso patron spesso e volentieri non bisogna mai mollare. E allora, questo 2-0, 2-3 è il giusto premio per lui. Ripercorrendo quei tre set finali Giulianelli avrà sicuramente goduto oltre il consentito per quello che stava succedendo e dove stava succedendo. La rivalità sportiva tra Sirci e Giulianelli è il pepe di questa bella pallavolo nostrana e il successo a Perugia ha sicuramente un valore doppio per il patron biancorosso. Meriti che la proprietà deve condividere anche con il ds Beppe Cormio, bravo e fortunato a sistemare la squadra in corso d’opera dopo una costruzione non esaltante in estate. Adesso però non è il momento di godere di questo trionfo perché sabato a Berlino c’è in palio la Champions League contro Kazan.



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