Centinaia di migliaia di euro trasferiti all’estero con la PostePay: presi i “banchieri di strada”

Due guineani rischiano una reclusione fino a quattro anni.

Nell’ambito di prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario per scopo di riciclaggio, il Gruppo di Macerata ha effettuato uno specifico monitoraggio delle segnalazioni di operazioni sospette di propria competenza. I finanzieri hanno appurato che due cittadini guineani, nel periodo 2020/2022, hanno posto in essere un articolato sistema illegale per trasferire denaro, per l’importo complessivo di circa 100.000 euro, bypassando gli intermediari finanziari abilitati, attraverso il cd. metodo “Hawala”.

Uno dei guineani acquistava una carta PostePay che dava in uso al proprio cognato e sulla quale si faceva accreditare somme di denaro, per poi effettuare illecite movimentazioni finanziarie transfrontaliere.
I due, operando nell’ambito della propria comunità, composta, nella quasi totalità, da persone della medesima etnia, offrivano un’alternativa al sistema bancario/finanziario nazionale per trasferire denaro da e verso il paese d’origine (basata sulla fiducia in loro riposta, in modo da eludere le previste procedure di identificazione) per il tramite di ulteriori soggetti compiacenti localizzati in Guinea.
Il sistema finanziario informale “Hawala”, difatti, si basa su un rapporto fiduciario tra il migrante che dispone la rimessa e il broker che la “materializza” mediante un vero e proprio network diffuso principalmente in Medio Oriente, Africa e Asia.

Il trasferimento di denaro prevede la partecipazione di quattro attori: l’ordinante, cioè il migrante che vuole trasferire il denaro; l’hawaladar, ossia il banchiere di strada che, nel Paese di accoglienza, raccoglie dal migrante (ordinante) i fondi da trasferire; l’hawaladar nel Paese di destinazione dei fondi, che liquiderà il denaro al beneficiario; il beneficiario, colui al quale il denaro è destinato.
In sostanza, il meccanismo di funzionamento è il seguente: l’ordinante, per esempio un migrante che lavora in Italia, consegna il denaro all’hawaladar, cioè all’intermediario abusivo che si trova in Italia. L’intermediario comunica all’ordinante un codice di autenticazione che questi notificherà (per telefono, e-mail, etc.) al beneficiario che risiede nel Paese di destinazione dei fondi. Il beneficiario con il codice si presenta all’altro hawaladar, cioè l’agente che risiede nel suo stesso Paese, che, una volta verificato il codice, liquiderà il denaro al beneficiario stesso.

Sono stati compiutamente identificati 72 guineani, residenti nelle Regioni Trentino Alto, Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Lazio, Umbria, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna, che si sono avvalsi del sistema finanziario abusivo. I due hawaladar (“banchieri di strada”), residenti in provincia di Macerata, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per abusiva attività finanziaria e violazioni alla normativa antiriciclaggio: rischiano una reclusione fino a quattro anni.

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