Cava (FdI): “Canducci ci ha lasciato in eredità ferri vecchi e micro-discariche al centro”

“Quando ci insediammo nel 2016 trovammo decine di biciclette arrugginite, con le ruote divelte, senza sellini”

“Sentire Canducci parlare di mobilità sostenibile è davvero esilarante, lui si illude che i sambenedettesi abbiano memoria corta ma in realtà i cittadini ricordano benissimo le postazioni di biciclette posizionate nei “Byke sharing” come quelli di fronte al museo ittico o in zona Sentina”. Il coordinatore di Fratelli d’Italia, Luigi Cava, contesta il candidato sindaco dei Verdi-RinasciMarche Paolo Canducci.

Canducci fino al 2016 era stato assessore all’Ambiente di San Benedetto del Tronto. “Quando ci insediammo nel 2016 trovammo decine di biciclette arrugginite, con le ruote divelte, senza sellini, e la società alla quale ci rivolgemmo ci disse che erano in un tale stato di degrado che era impossibile qualsivoglia tentativo di recupero”.
Insiste Cava: “Ci vuole un bel coraggio a parlare di decoro urbano e sostenibilità quando fu proprio lui a lasciarci in eredità, in tutto il quadrilatero del centro urbano, le famigerate “Gabbianelle”, una sorta di micro-discariche a cielo aperto nell’area a maggiore frequentazione turistica della città”.

Il Ballarin. “Canducci continua a ripetere, mentendo sapendo di mentire, che il Ballarin è rimasto come cinque anni fa e che non è stato fatto nulla. Se soltanto facesse uno sforzo di memoria non potrebbe non ricordare cosa trovava cinque anni fa chi entrava in città da nord: capannoni con teli volanti, carri di carnevale in stato di abbandono, erbacce alte due metri all’interno dello stadio. Oggi si impatterebbe con un parcheggio decoroso a ridosso della curva sud, la tribuna ovest divenuta pericolosa demolita e sostituita da un dignitoso muro della memoria, per finire con un prato all’interno dell’impianto sportivo”.
Erosione della Sentina. “Per non parlare delle sue mirabolanti promesse che oggi si sforza di proclamare riguardo l’erosione della spiaggia in zona Sentina. Dovrebbe fare mea culpa per non aver fatto nulla nei dieci anni in cui amministrava la città”.
Conclude Cava: “Nel 2016 il Piano di difesa della costa non prevedeva alcun intervento di fronte alla Sentina e gli studi fatti dalla Regione hanno constatato che la linea di costa della Sentina, negli anni compresi tra il 2006 e il 2016, è risultata essere la più erosa di tutte le Marche con due metri di arretramento l’anno, ovvero il doppio della media degli arretramenti di tutti gli altri comuni marchigiani costieri”.

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