Case dell’acqua ad Ancona, Quacquarini (M5S): “Privatizzazione di un bene primario per l’umanità”

“Sembra ormai già deciso dalla Giunta a quale ditta privata affidare il servizio”

Riceviamo e pubblichiamo da parte di Gianluca Quacquarini, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle

Nella Commissione consiliare congiunta, 3a e 5a, dell’8 giugno si è affrontata la discussione di una mozione del gruppo verdi per la “Collocazione nel territorio comunale di distributori automatici di acqua naturale e gasata” le cosiddette “Case dell’acqua” tema ormai decennale per il Consiglio comunale dorico e mai portato avanti veramente.

Dopo le varie delibere consiliari approvate all’unanimità negli anni (2012-2013-2018) e dopo una delibera di Giunta del 2015 che, oltre a ribadire come l’acqua è un bene primario ed un diritto per gli anconetani, nella suddetta Commissione l’Assessore all’Ambiente, del partito dei verdi anche lui, e la maggioranza che sostiene questa Giunta, hanno patrocinato, senza possibilità di tornare sui loro passi, la soluzione che vede installare le “Case dell’acqua” da un concessionario privato e con costo al litro concordato. Un primo esempio di privatizzazione dell’acqua!

Come sono arrivati a questa scelta illogica e contro i cittadini anconetani? L’Assessore ha affermato che Viva Servizi S.p.A., una società per azioni dunque, non può vendere l’acqua tramite le “Case dell’acqua” ma in tutti i Comuni dove sono presenti perché chi gestisce il servizio di distribuzione nelle case può farlo nemmeno con una sua azienda controllata? Per quale ignoto motivo ad Ancona si complicano sempre le cose? Lo stesso Assessore ha riferito che ha già parlato più volte con una ditta privata che gli ha riferito che le “Case dell’acqua” non sono più appetibili perché ormai tutti a casa hanno i macchinari per refrigerare l’acqua, che bisogna garantire l’investimento, che vanno consumati almeno 3000 litri al giorno, fatti i sottoservizi. Insomma, aiutare il privato ad istallare tutto per poi fare il loro business: ma siamo impazziti? E per ultimo hanno già, la ditta privata non certo il Comune, individuato i posti dove installare le “Case dell’acqua“.

Ma questi amministratori pubblici cosa amministrano se poi si fanno “imporre” tutto? Ma negli altri Comuni perché non ci sono tutti questi problemi, mentre ad Ancona bisogna affidarsi sempre ad altri? Comunque una scelta totalmente assurda ed in controtendenza rispetto agli altri Comuni italiani che stanno promuovendo questa pratica installando più “Case dell’acqua” nel proprio territorio con il gestore pubblico delle risorse idriche. Con l’acqua, che è un diritto alla vita, non si deve ricercare il business e seguire le indicazioni del privato ma si deve usare da parte del Comune per promuovere il consumo consapevole di acqua di, rete come una buona abitudine per consentire la riduzione dell’uso di bottiglie Pet e un notevole risparmio economico per le famiglie.

Tutte queste previsioni dell’Assessore e della maggioranza in Consiglio comunale, c’è chi ha proposto anche un emendamento che specifichi che il concessionario deve essere privato.

Noi abbiamo presentato ordini del giorno che ribadiscono come deve essere il Comune di Ancona tramite Viva Servizi a gestire le “Case dell’acqua”, ma dopo la Commissione di ieri non siamo molto fiduciosi che si prenda questa direzione, anzi, da come si è svolta, la strada sembra segnata e molto avanzata per dare in mano il tutto a ditte private.

In conclusione: ricordando che nel 2011 si è svolto un referendum il cui risultato ha confermato il principi sopra esposti e cioè che l’acqua è un di bene primario e pubblico, noi ci opporremo in tutti i modi a questa visione totalmente illogica, privatistica e contro i cittadini anconetani portata avanti da questa Giunta e la maggioranza che la sostiene. I beni pubblici devono restare pubblici, no alla prima prova di privatizzazione dell’acqua ad Ancona.

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