“Carrozzina elettrica in panne, mia figlia disabile non esce da un mese e dall’Asur ancora nessuna risposta”

Ernesto Silvestrelli, padre di Sabrina (42 anni)

Ernesto Silvestrelli denuncia la situazione di disagio che sta vivendo la figlia Sabrina

Bloccata in casa per una carrozzina di proprietà dell’Asur il cui motore è fuso. Situazione davvero paradossale quella che sta vivendo Sabrina Silvestrelli, 42 anni, una ragazza riconosciuta invalida e inabile dal Tribunale di Ancona che da circa un mese è bloccata in casa in quanto la carrozzina che di solito utilizza per gli spostamenti ha il motore non funzionante.

A raccontare questa incredibile vicenda è il padre, Ernesto Silvestrelli: “La carrozzina è di proprietà dell’Asur ed è stata data a mia figlia Sabrina nel 2017 che la utilizza per piccoli spostamenti. Con questo mezzo lei riesce ad andare a fare la spesa e soprattutto, poco alla volta, guadagna un minimo di autosufficienza d’altronde come genitore non sono eterno, mia moglie è morta nel 2014 e viviamo da soli. Oltre un mese fa questa carrozzina ha iniziato ad avere i primi problemi al motore. Per tale motivo abbiamo chiamato il tecnico, il quale dopo un sopralluogo a casa ci ha detto che occorre cambiare oltre al motore anche la sospensione posteriore che molto probabilmente si è rotta in una buca ma che l’impegno di spesa spetta all’Asur in quanto proprietaria di questo ausilio. In via informale ci ha detto che il danno è piuttosto ingente e che un nuovo mezzo ha un costo di circa 4.500 euro”.

Documenti alla mano, preventivi compresi, Ernesto Silvestrelli si è rivolto all’Asur ma almeno per il momento non ha avuto risposte in materia: “Ho inviato la documentazione, mi sono anche presentato di persona nella giornata del 19 aprile ma non ho avuto risposta in materia. Vorremmo sapere se l’Asur ha intenzione o meno di provvedere alla sostituzione del motore di questa carrozzina elettrica o preferisce avere indietro quella vecchia per poi fornirne una nuova. Speriamo che la situazione si sbocchi quanto prima anche poiché questo ausilio significa tanto per mia figlia. E’ l’unica cosa a cui tiene per potersi relazionare con il modo esterno ed avere un minimo di autosufficienza”.

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