Carosso difeso dai parenti sui social rischia il linciaggio, Protti e squadra duramente apostrofati

Foto Us Ancona

SERIE C – Le pagelle. Clima infuocato al rientro da Ancona, situazione di classifica irreparabile. Il terzino ingenuo nello stendere Moretti. Finito malissimo il rapporto mister-piazza: si tratta di esonero

di Lorenzo Attorresi

E’ finita così, con otto partite d’anticipo, il supplizio di una Fermana mai veramente competitiva. La stagione della vergogna è terminata al Del Conero di Ancona. Lasciate stare l’arbitro. Perchè una volta è colpa dell’arbitro, una volta è colpa di Furlanetto, una volta è colpa della stampa. E’ finito tutto. E’ finita la credibilità di quei giocatori esperti che in estate, mentre noi raccontavamo la cronaca dei fatti ponendo interrogativi sull’operato di una società inesistente, pubblicavano storie su instagram tutti sorridenti, didascalizzando “Nessun problema, pronti per ripartire!” (vero Giandonato?).

E’ finita la credibilità di mister Stefano Protti, ancora aggrappato alla panchina dopo aver fatto malissimo pure lui: ora la piazza lo sta rinnegando, tutto così prevedibile… E’ finita la credibilità pure del mercato di riparazione. Perché se è vero che Petrungaro alla fine è servito e che Sorrentino ha realizzato due gol in due partite, c’è da chiedersi dove caspita sia finito De Santis, il difensore che doveva essere il guerriero. Acquistone alla Macchioni dell’anno scorso. Per non parlare di Carosso, il terzino sinistro ripreso dalla Pro Vercelli che ha tolto il posto a Pistolesi – unica lucina dell’anno – e nel derby con l’Ancona ha commesso una ingenuità da Prima Categoria regalando il calcio di rigore ai dorici.

E se poi Malaccari, forse l’elemento migliore, è costretto a giocare pure fuori ruolo, beh, di che stiamo parlando? E della società che dire? Nulla, perchè questa società la credibilità non l’ha mai avuta. E la tifoseria? Ora è sul piede di guerra, ma dove stava a maggio-giugno-luglio? La somma di tutti questi fattori ha portato la Fermana sul baratro, vicinissima ad una Serie D sperando che possa parteciparvi. Tornando al racconto dei fatti, dopo il rientro in pullman dalla trasferta di Ancona, la squadra è stata attesa da un nutrito gruppo di supporters al Recchioni: sono continuate le feroci contestazioni al tecnico Protti rivolte stavolta pure alla squadra. Il resto lo scriviamo nelle pagelle…

I VOTI

Borghetto 6: messo col culo seduto in panchina per quattro mesi e mezzo, fatto rialzare nella serata più complicata dell’anno, pensando che sia facile. A gennaio voleva andare via, è dovuto rimanere. Per prendere gli schiaffi da Spagnoli nel derby.

Heinz 5.5: forse aveva ancora giramenti di testa per la botta presa con la Spal, perchè dopo un minuto si perde Martina e si merita il giallo. Comunque il terzino altoatesino è uno degli ultimi a mollare.

Fort 6: zero minuti da agosto a dicembre, insostituibile da gennaio in poi. Un 2002 che retrocederà per la seconda volta – lo scorso anno con l’Imolese era una riserva che fu condannata dalla penalizzazione del club -, ma che almeno non ha paura.

Santi 5: giocare le partite decisive della stagione con Santi titolare in mezzo alla difesa è un paradosso. Dov’era dopo 50 secondi della ripresa? Svarionate decisive.

Carosso 4: un vero e proprio disastro. Commette un rigore assurdo, entrando in area su Moretti che lo anticipa. Rigore morbido? Ma non scherziamo. Rigore solare come il mancato rosso a Saco (immagini da censurare…). Il peggio, però, lo danno i familiari. Un calciatore professionista non ha bisogno di essere difeso sui social dai parenti. I tifosi lo criticano nei commenti ai post del club, uno dell’albero genealogico che ha lo stesso cognome piazza la risatina e Carosso rischia per questo il linciaggio in mezzo alla contestazione dei supporter. Prima o poi bisogna crescere, in campo e fuori. E chissà se pure stavolta protesterà scrivendoci su instagram… Peccato, perché la sua seconda esperienza a Fermo era partita molto bene, giusto in tempo per far sedere Pistolesi.
Petrelli (15’st) sv: ha la patente… della sfortuna. Con la Vis Pesaro giocò inspiegabilmente al posto di Sorrentino, si mangiò un gol a porta vuota e si è tirato dietro la jella. Perchè poi ha sbattuto contro i guantoni dei portieri di Spal e Ancona: miracolo di Perucchini a evitargli la rete che avrebbe accorciato un po’ prima.

Malaccari 6: nel 4-4-2 è un centrocampista centrale che gioca sull’esterno senza caratteristiche per fare l’ala. Non crossa, non dribbla. Sembra il vecchio Misin, quello che si salvava sempre ma non veniva esaltato mai. La storia andrebbe colta e rispettata.
Pistolesi (15’st) 6.5: il bimbo disegna il cross per Sorrentino e centra a 19 anni il primo assist della vita in Serie C. Non pago, si fa trovare puntuale su un pallone respinto e al 95′ tira in porta senza temere nulla: la forza c’è, la precisione no.

Scorza 6: appare sempre uno dei meno peggio.
Gianelli (38’st) sv: verrebbe da chiedersi perchè a gennaio non abbia seguito Curatolo. Oggetto dell’Inter stra-misterioso.

Misuraca 5.5: solo una cosa poteva ergerlo a paladino: la salvezza della Fermana, che però a quanto pare non arriverà. Di bello ha che non si nasconde come fanno gli altri, se deve mandare a quel paese l’allenatore lo fa, se deve zittire il pubblico lo fa. Poi però rimane il buco nell’acqua. Trattò con Andrea Tubaldi in persona il contratto estivo, fidarsi di questa società ne fa un complice. Questione di centimetri: penetra in area, va vicino al blitz decisivo ma sbatte contro Mondonico che salva tutto sul più bello. S’attorciglia con Colavitto a bordo campo, il giallo ci sta. Il secondo, obiettivamente, per una sbracciata involontaria, è esagerato. Espulso.

Petrungaro 5.5: si porta dietro i difetti della carriera, ossia.. Ha delle potenzialità ma non riesce a tradurle in numeri.
Condello (38’st) sv: se c’è una cosa che ha imparato a Fermo, è che i parenti devono stare lontano dai social.

Giovinco 5: l’acquisto che ha costretto la Fermana a cambiare modulo, perchè di certo non può fare l’esterno. Sotto punta stavolta si fa vedere poco, stecca il derby ma probabilmente non aveva la condizione per giocare due gare in tre giorni.
Marcandella (12’st) sv

Sorrentino 6.5: due gol in tre giorni, un punto per la squadra. Che peccato, due ottimi stacchi di testa, ma inutili.

Protti (all) 5: il voto non è per il derby. Il voto è per il suo secondo viaggio a Fermo. Dopo un entusiasmante campionato doveva capire che sarebbe stato più giusto andare via, preservare la storia, lasciare da vincente. Invece no, ha ragionato col contratto nonostante la situazione non fosse per nulla chiara. In estate i giochetti societari che lo indispettivano, le sue dichiarazioni sempre al limite (“La Fermana l’ho salvata io” disse a maggio), il suo sentirsi intoccabile perchè “Io a Fermo sono Protti”, l’esonero vergognoso a metà luglio… E poi? E poi è stato richiamato dopo sette partite. Accettò perché “mi sarebbe dispiaciuto tra qualche settimana vedere la Fermana ultima e non poter dare una mano”, testuali parole d’ottobre. Ultima, la Fermana, ci è finita veramente. Anche con lui. Non ha mai dato l’impressione di crederci, è stato un Protti 2.0 focoso solo in pochissime occasioni. Sul campo ha sbagliato quasi tutto. Nel computo totale non sarà sicuramente ricordato come il primo responsabile ma nel calderone ci sta con tutte le scarpe. Dispiace umanamente. Ed ora? La domanda è sempre la stessa di domenica: esonero o dimissioni? Prima di pranzo le parti si incontreranno per sancire la formula dell’addio. Alle ore 13 l’aggiornamento: si è trattato di esonero. Qui le condizioni.

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