Ad Clicks :Ad Views : Ad Clicks :Ad Views : Ad Clicks :Ad Views : Ad Clicks :Ad Views :

Carancini versa al PD “il dovuto” e il veleno: nel mirino Sciapichetti, Di Pietro e Schiaffi

img

Durissimo lo sfogo affidato a Facebook dal sindaco di Macerata.

“Ho versato stamattina al Pd comunale la somma di € 2.692,00 in questo modo adeguandomi al Parere della Commissione di Garanzia Provinciale che ha comunicato a me ed al circolo del Pd Macerata la non detraibilità delle somme per la polizza assicurativa che ogni anno pago a copertura del rischio per l’attività di amministratore pubblico” – comincia così, con una sorta di comunicazione di servizio, l’amaro e durissimo sfogo affidato a Facebook dal sindaco del Partito Democratico, Romano Carancini. Il primo cittadino di Macerata, però, non ci sta a mettersi alle spalle l’accaduto, soprattutto per i modi, e sceglie di togliersi non i soliti sassolini dalle scarpe, ma veri e propri macigni che, probabilmente, pesavano e tanto da ormai molto tempo.
“Voglio ringraziare il segretario regionale del PD Giovanni Gostoli che ieri, sul merito della vicenda, mi aveva proposto una definizione conciliativa egli stesso ritenendo la detraibilità o meno della polizza dal contributo, questione regolamentare incerta – prosegue Carancini – Rinuncio a far valere le mie ragioni (e quindi al mio diritto) che continuo a ritenere valide, per sottrarre me e la mia famiglia alla gogna mediatica ed alle umiliazioni a cui sono stato sottoposto – prima – dal segretario del circolo cittadino Stefano Di Pietro e dal tesoriere Ivo Schiaffi e – successivamente – dell’assessore regionale del PD Angelo Sciapichetti.
Orchestrina completata dall’”uomo stampa” personale del segretario cittadino che domenica, attraverso un quotidiano locale, ha lanciato la falsa “bomba carta” di una mia espulsione dal PD nonché trasmesso di me l’immagine di debitore incallito.
Ricordo che, solo nel periodo di Sindaco, ho versato nelle casse del partito oltre 27.000,00 € a fronte di una pretesa – controversa – di circa 2.692 €.
In realtà nulla è avvenuto a caso.
Fin dalla contestazione che il circolo cittadino del PD ha fatto del mancato pagamento dell’importo suddetto che, si legga bene, non è stato inviato a me personalmente come sarebbe stato naturale ma invece notificato addirittura alla PEC (posta elettronica certificata) del Comune di Macerata e regolarmente protocollato, cioè dunque a disposizione di terzi soggetti con le contestazioni del debito ed adeguato estratto conto del rapporto privato tra Pd e Romano Carancini.
Una chiara e consapevole volontà di screditarmi dentro l’ambiente istituzionale e della struttura comunale: non a caso a sottoscrivere l’atto è stato il tesoriere del circolo PD e già alto dirigente della sanità pubblica marchigiana.
E mi tocca leggere la dichiarazione del segretario cittadino circa la mia mancanza di rispetto!
Il secondo tassello è la (verosimile) soffiata del segretario comunale del PD, unico a sapere informalmente dell’intendimento della Commissione di rigettare le mie argomentazioni, che volutamente ha servito all’amico di sempre la falsa notizia e il facile scoop, della espulsione del Sindaco di Macerata dal partito di appartenenza.
Per finire con la perla finale dell’assessore regionale del PD Angelo Sciapichetti, plenipotenziario del partito in questa provincia il quale, indossato l’abito talare, da padre nobile e chiamandomi per nome come si farebbe verso un figlio, alla luce dei fatti, mi concede di pagare a rate il mio debito.
Cioè, nel merito della vicenda, trasmette a tutti il messaggio devastante (per me e la mia famiglia) che io mi trovi in difficoltà finanziarie e che dunque lui sarebbe stato il garante della mia salvezza.
Una umiliazione umana che non credevo di meritare. Ma soprattutto la superficialità di non comprendere che prima della politica ci sono le relazioni e se esse mancano, resta il rispetto.
Ma quando la strategia politica ha obiettivi feroci, si supera tutto.
Perché in realtà l’obiettivo finale era spingermi all’esasperato contrasto in sede contenziosa per arrivare a farmi uscire dal PD.
Plastica e centrale di tutta la sua posizione l’affermazione di Sciapichetti, addirittura in questa fase iniziale, che arriva a dichiarare “se non paga sarà lui a voler uscire e non il PD a mandarlo via”.
Non è passato neppure nell’anticamera della basica razionalità considerare che stava parlando di un Sindaco che per 20 anni non aveva avuto un solo contrasto sul tema finanziario.
Una trappola, alimentata e condizionata dalla circostanza non casuale che questo argomento, lo si era voluto far diventare pubblico, non a caso.
Leggo con tristezza il comunicato della Direzione che tenta di mettere una pezza ad una storia che non è solo una questione contabile.
La nostra gente non ama questa ipocrisia e credo fosse giusto essere schietti.
Per me finisce qui senza rancori convinto che noi, sindaco, segretario, assessori, direttivo, siamo solo piccole gocce di un mare di persone che invece ancora credono al PD, ai propri valori fondanti, ad una classe dirigente in grado di non tradirli e di non farsi le guerre interne ma che piuttosto si confronta, discute ed alla fine è sinceramente e onestamente compatto.
Per quanto mi riguarda, io e la mia dignità restiamo nel PD.
Una chiara e consapevole volontà di screditarmi dentro l’ambiente istituzionale e della struttura comunale: non a caso a sottoscrivere l’atto è stato il tesoriere del circolo PD e già alto dirigente della sanità pubblica marchigiana.
E mi tocca leggere la dichiarazione del segretario cittadino circa la mia mancanza di rispetto!
Il secondo tassello è la (verosimile) soffiata del segretario comunale del PD, unico a sapere informalmente dell’intendimento della Commissione di rigettare le mie argomentazioni, che volutamente ha servito all’amico di sempre la falsa notizia e il facile scoop, della espulsione del Sindaco di Macerata dal partito di appartenenza.
Per finire con la perla finale dell’assessore regionale del PD Angelo Sciapichetti, plenipotenziario del partito in questa provincia il quale, indossato l’abito talare, da padre nobile e chiamandomi per nome come si farebbe verso un figlio, alla luce dei fatti, mi concede di pagare a rate il mio debito”.

  • Facebook
  • Twitter
  • Google+
  • Linkedin
  • Pinterest
This div height required for enabling the sticky sidebar
Click to Hide Advanced Floating Content