Non dovrebbero esserci ricadute sulla tenuta della maggioranza in consiglio comunale, ma la decisione lascia spazio a molti dubbi
Amare non si sono mai amati e per i Maceratesi è cosa nota. Così come coloro che si interessano di politica locale hanno sempre sospettato che il matrimonio tra il sindaco di Macerata, Romano Carancini, e il Partito Democratico non era destinato a durare. Ma pochi potevano immaginare che la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbero stati i soldi. Quelli, nello specifico, che il primo cittadino Carancini non ha versato nelle casse del Partito Democratico. Stando alle indiscrezioni trapelate, l’espulsione dal PD é stata proposta dalla commissione provinciale di garanzia del partito, con i membri chiamati ad esprimersi sul provvedimento che lo hanno votato all’unanimità.
Il Partito Democratico ha quindi scelto la linea del rispetto delle regole, ufficialmente, ma é chiaro che questa mossa in un momento di grande criticità per il centro sinistra maceratese lascia spazio a dubbi ed interpretazioni, in vista soprattutto di un rinnovo dell’amministrazione comunale nel capoluogo, dove già sono iniziate danze e pronostici sul futuro timoniere di Macerata.
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