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Carancini e l’espulsione dal PD: “Non mi è stato comunicato nulla: forse si vuol eliminare un competitor alle regionali”

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Il sindaco di Macerata ha fatto sapere che la quota non versata é, in realtà, quanto pagato per sottoscrivere una polizza assicurativa

“Una manovra per eliminare un possibile candidato scomodo dalla competizione per le prossime regionali” – Il sindaco di Macerata, Romano Carancini, liquida così la sua domenica più “fastidiosa”. Quella in cui si è ritrovato sulle prime pagine di tutti i giornali locali additato come “uno che non paga” dopo la decisione del Partito Democratico di espellerlo per morosità. Anche perché a sentire il primo cittadino maceratese tutto nasce da un equivoco: ossia dal mancato pagamento non del totale dovuto dal sindaco al partito del neo segretario Zingaretti, ma di una quota che lo stesso Carancini avrebbe trattenuto per coprire le spese di una polizza assicurativa. Le regole del Partito Democratico prevedono che il 10% del compenso del sindaco deve essere versato nelle casse del partito, con molti, soprattutto simpatizzanti di Carancini, che si chiedono quanti amministratori del PD siano morosi e se davvero il sindaco di Macerata fosse l’unica pecora nera.

E’ chiaro che il provvedimento, ma ancora di più il clamore che si è generato all’interno degli stessi ranghi del PD trasformandosi in “pubblicità”, lascia spazio a ben poche interpretazioni. Anche perché è cosa nota che Carancini non è mai stato amato all’interno del Partito Democratico, che già da tempo è alla ricerca di un sostituto. Tanto che in molti hanno sempre pensato che per il primo cittadino maceratese potrebbero aprirsi spiragli per una candidatura alle regionali. A Macerata, però, la competizione è alta, perché quello stesso scranno anconetano è ambito sia da Pietro Marcolini che da Irene Manzi, oltre che da Flavio Corradini. Carancini ha scritto questo post sul suo profilo Facebook:

““Dalla mia rielezione del 2015 ad oggi ho versato al PD comunale l’esatto somma di 8.881,00 € nel rispetto delle norme che prescrivono, per gli eletti, il versamento del 10% sul netto di quanto percepito in ragione della funzione di Sindaco.
Ho rispettato le regole finanziarie e soprattutto il partito a cui appartengo da sempre, fin dal 2000 come consigliere comunale e successivamente da sindaco.
Aggiungo che talvolta mi sono anche fatto carico di contributi volontari e spese per iniziative del PD senza chiederne la restituzione.
L’oggetto del contrasto tra me e il PD è la somma di 2.692,00 €.
L’entità della somma suddetta deriva dal fatto che nel 10% del compenso netto percepito e versato al PD ho tenuto conto – credo legittimamente – del costo della polizza assicurativa di 1.100,00 € circa che ogni anno pago personalmente in relazione alla mia funzione di amministratore pubblico.
Su questa vicenda sono stato ascoltato dalla Commissione di Garanzia Provinciale del PD il 26 marzo scorso in occasione della quale ho illustrato le mie ragioni e sentendomi rispondere che le argomentazioni erano serie ed avevano un fondamento nella incertezza delle disposizioni, in ogni caso senza prendere alcuna decisione e riservandosi di comunicarmela.
A questo momento non vi è stata nei miei confronti alcuna comunicazione ufficiale.
Questi i fatti che riguardano la vicenda tra me ed il PD.
È evidente l’enorme discredito che la divulgazione delle false notizie mi hanno procurato dal punto di vista personale, familiare, professionale e, da ultimo, anche politico. 
Naturalmente, su questo profilo della vicenda, mi riservo ogni azione legale nei confronti di chi ha profondamente offeso e danneggiato la mia persona. 
Sotto il profilo politico, qualora questa decisione fosse già stata assunta – e ribadisco a questo momento nulla so – è evidente l’attacco di un pezzo di dirigenza del PD comunale e provinciale nei miei confronti, manifestatosi anche in altre occasioni pure formalmente.
I nomi e i cognomi? Sono scritti in alcuni atti di questa vicenda.
Per fortuna il PD non è di quei pochi che, dai posti di comando, sparano fuoco amico e non si fanno scrupoli del rispetto della persona e delle conseguenze che vanno ben oltre la politica. 
Voglio dire grazie ai molti che in queste ore hanno voluto manifestarmi la solidarietà rispetto ad una vicenda sconcertante”.



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