Capodaglio choc: “Due società irregolari in Eccellenza”

Andrea Capodaglio, patron del Loreto

CALCIO – Il numero del Loreto: “Andrò fino in fondo per scoprire tutto”

Ci sono delle anomalie che riguardano due società in Eccellenza e andrò fino in fondo per scoprire tutto per filo e per segno”. E’ il presidente del Loreto Andrea Capodaglio a prendere la parola. “La prima riguarda il cambio sede e cambio nome tra Atletico Alma e Urbino. Stranamente il comitato ha emanato i calendari parlando di Atletico Alma. Volete sapere il motivo? Questa operazione si può fare tra comuni confinanti o massimo 25 km di distanza. Tra Fano e Urbino ci sono 42 km di distanza in strada normale mentre in linea d’aria sono 32,6 senza considerare che la misurazione dovrebbe essere eseguita tra sede vecchia e nuova: come mai il comitato prima ha bloccato l’operazione e poi ha dato il via libera? Le regole devono essere uguali per tutte”.

Capodaglio rincara la dose: “C’è un’altra società che da tre anni ha la sede sociale in un altro comune rispetto a quello dove gioca. Questa operazione non si può fare e il Comitato lo sa bene. La deroga massimo è per un anno: perché siamo arrivati a tre?”. Poi Capodaglio torna sull’Eccellenza attuale: “Sarebbe carino sapere come faranno le squadre che avranno i calciatori impegnati con il Trofeo delle Regioni a giocare quelle partite visto che il calendario non prevede lo stop in quelle date: si saranno dimenticati o forse avranno lasciato la patata bollente al nuovo presidente che verrà eletto a gennaio?”.

Paolo Cellini

L’ultima frecciata il numero uno del Loreto la manda al Comitato e a qualche dirigente: “Voglio ricordare che il comitato ha solo la maglia della Figc e non di qualche società. E’ come avere la maglia della Civitanovese o Maceratese per un arbitro mentre dirige il derby. Poi voglio dire al presidente Cellini di non chiamarmi più amico perché se agli amici fa questo con i nemici cosa fa li mette ad Auschwitz? In più voglio sempre dire a Cellini che non può plasmare i regolamenti a sua immagine e somiglianza a seconda delle sue ragioni e lui deve essere il primo a rispettarli e non a modificarli. Invece a qualche dirigente esperto vorrei dire che il buon Sfredda mi ha raccontato bene come sono andate le cose di una gara di fine stagione, con particolari interessanti tra primo e secondo tempo: non è il caso di punzecchiarmi troppo”.