Capelli a zero per l’Eccellenza: fioretto fortunato per Pignotti

Il 33enne proveniente dalla Prima Categoria subito in gol con la Sangiustese: “Adesso ho cambiato vita, ma la patente può aspettare”

 

 

Pignotti ai tempi della Cuprense

Aveva giocato in tutte le categorie dalla Serie D alla Seconda, gli mancava solo l’Eccellenza. E domenica, a quasi 33 anni, ha esordito nel massimo campionato regionale risultando decisivo. Non finisce di stupire Mario Pignotti, l’attaccante classe ’87 che alla Sangiustese aveva già giocato tra Prima e Promozione sino al 2015. L’estroso di Grottammare a Urbino è entrato nel finale propiziando il gol dell’1-0 a un passo dal 90’.

 

“Ho fatto il mio ingresso in campo con mani e piedi congelati tanto era il freddo patito in panchina – ha raccontato “Pigno”, soprannominato “Pintu” dagli amici -. A due minuti dalla fine abbiamo sfruttato una ripartenza 3 contro 3, ho fatto una mezzaluna per non finire in fuorigioco, ho ricevuto e ho calciato di destro, io che sono mancino. Mi è uscito un tiro cross che con una deviazione è finito dentro. Sono stato contentissimo, meritavamo la vittoria come gruppo, dopo una gara giocata su un campo duro. I tre punti danno morale e tranquillità, in precampionato avevamo fatto due sconfitte contro una squadra di D e una di Promozione. Sono felice anche per mister Manoni”.

 

Qualcuno, a pensare che veniva dalla Prima Categoria (nelle ultime quattro stagioni circa 50 gol realizzati con la Cuprense), aveva storto il naso: cosa c’entra con l’Eccellenza? Dubbi che soltanto chi non conosceva Pignotti poteva avere. Da ragazzo l’esordio in D con il Grottammare, poi la Berretti alla Fermana, la Primavera a Pescara, le tappe a Giulianova e San Benedetto pur senza esordire in C, poi ancora la D, prima di scegliere le categorie dilettantistiche. Ma a 33 anni nemmeno Mario s’aspettava una possibilità in Eccellenza. “Mi aveva chiamato anche il Grottammare (città dove vive, ndr). Ho scelto la Sangiustese perché mi ha fatto sentire importante, il pres Tosoni lo conosco da anni così come il direttore Papi (dai tempi della Fermana, ndr). Ci ho pensato pochissimo ed ho detto sì, nonostante salutare la Cuprense non sia stato facile. Sarei rimasto lì a vita”.

 

Per la Sangiustese, poi, Mario Pignotti ha fatto un fioretto. Si è tagliato la folta chioma che lo contraddistingueva da anni. Il capello fluente e la fascia in fronte hanno lasciato spazio ad una testa rasata. Uno shock per tutti. “Quando Papi mi ha chiamato, mi ha chiesto di tagliarmi un po’ i capelli. Io, per far vedere che ho cambiato vita, gli ho risposto ok. Ho rasato tutto. Per due giorni sono stato male, ma adesso l’ho superata. Ci devo fare ancora l’occhio ma l’acconciatura mi sta bene”.

 

Sicuramente stravagante Mario, ma nessun rimpianto nella sua carriera. Avis Ripatransone, Petritoli, San Marco Servigliano, Montesangiusto, Sangiustese, Monsampietro Morico, e Cuprense sono state le sue case. “Ho preferito divertirmi – confessa Pignotti -. Ma adesso da 3-4 anni penso solo al calcio. Ho ancora 2-3 stagioni davanti e voglio farle bene. Con la Sangiustese sto dimostrando di poterci stare. L’obiettivo? Conquistarmi il posto, posso giocare dietro le punte ma anche centravanti”.

 

La patente, invece, può attendere nonostante i 33 anni. Per ora lo scarrozza Nikola Olivieri, altro pupillo di Papi con cui giocò nel settore giovanile della Fermana. “Per la patente è ancora presto. Paura dell’auto? No no, semplicemente a 18 anni giocavo nel Pescara ma la scuola guida era troppo lontana dal convitto e dopo 2-3 lezioni non andai più…”.

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