Caos Fano, giocatori riflettono sull’addio: le situazioni caso per caso

SERIE D – Panorama poco chiaro, gli stipendi non arrivano. Chi può partire e chi no, ma potrebbero rimanere in tanti

Situazione poco fluida in quel di Fano. Il presidente Russo sotto Natale aveva chiesto ai suoi collaboratori di pubblicare un annuncio choc sulla pagina facebook del club. “Da oggi per me siete tutti liberi. Buone feste a tutti, io me ne vado. L’amministrazione comunale saprà trovare una figura migliore che sappia riportare il Fano dove merita”.

Quel click sui social, però, non è stato mai inoltrato, ma le volontà del presidente campano sono oramai chiare. I giocatori, molto scossi per varie vicissitudini, non ultima quella dello stipendio che non arriva, continuano comunque ad allenarsi dando dimostrazione di grande professionalità. Chi volesse partire, ha tempo fino al 5 gennaio per rompere il vincolo con i granata e firmare con un’altra squadra. Dopo quella data nessuno potrà muoversi.

L’impressione, però, è che in molti potrebbero rimanere nonostante le pressioni. Il centrocampista spagnolo Gonzalez sembrava promesso sposo della Vigor Senigallia che però nel frattempo ha recuperato Capezzani dall’infortunio: senza uscite, i rossoblu non possono far entrare nessuno. Il portiere romano Guerrieri, a lungo fermo per un grave ko allo zigomo, poi rientrato con la maschera e qualche indecisione, non ha al momento richieste, così come l’attaccante abruzzese Padovani, reduce dalla riabilitazione al crociato e non ancora al top.

Tra i forestieri, l’unico con proposte concrete è il solito Tenkorang, attaccante ex Montegiorgio con buon bottino di gol come biglietto da visita. Pare diretto verso la Toscana. Capitan Urbinati, invece, è l’uomo simbolo su cui potrebbero posarsi gli occhi delle romagnole del girone D. Il classe ’87, però, è legatissimo alla piazza e partirebbe solo a fronte di offerte importanti. Giulianova, Eccellenza Abruzzo, che pure ci ha provato, non è una soluzione praticabile per distanza e categoria. L’altro fanese, Kalombo, non se ne andrà.

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Author: redazione

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