Campo sportivo Ciarrocchi, presentato il progetto di ristrutturazione

Potrebbe diventare il fiore all’occhiello di San Benedetto, il presidente Massi gasato: “Al credito sportivo mi han detto che il sindaco dovrebbe farmi una statua”. I dettagli, ora palla all’amministrazione comunale

E’ stato presentato ufficialmente il progetto di ristrutturazione del campo sportivo Ciarrocchi. L’impianto di Porto d’Ascoli è stato già oggetto di lavori per 732mila euro tirati fuori dalla famiglia Massi. Ora l’obiettivo è quello di farlo diventare il fiore all’occhiello dell’impiantistica sportiva di San Benedetto. E per farlo sono necessari 2,5 milioni di euro. La proposta è quella di un affidamento diretto di quaranta anni ed un finanziamento del Credito Sportivo che erogherebbe il quantum finanziario direttamente al Comune per avere così un ulteriore risparmio con la società rossoblù che andrebbe a ripianare le rate assunte dall’ amministrazione comunale con un tasso di interesse decisamente minore rispetto ad una società privata.

“Partiamo dal presupposto che l’impianto è composto da immobilizzazioni fisse non asportabili – spiega la dott.ssa Vanessa Ripanucci-e che una volta che l’affidamento arriverà al termine l’impianto tornerà nella disponibilità del comune senza che nulla venga corrisposto alla società che ha eseguito questi lavori e queste migliorie. La città dunque si troverà a disposizione un impianto multifunzionale. La società – aggiunge- ha già investito oltre 700mila euro per la realizzazione di precedenti lavori e con questo nuovo progetto si prevede un investimento di due milioni e mezzo. Dal punto di vista della fattibilità finanziaria il progetto deve poter essere in grado di rimborsare tutti i capitali e gli interessi che sono stati immessi per realizzare questo impianto. In primis ai soggetti finanziatori terzi ma anche ai soci proprietari dell’impresa. Due milioni e mezzo dovranno essere realizzati attraverso il finanziamento dell’istituto di credito mentre 727mila euro rappresentano la parte già realizzata”.

Il rientro delle fonti di finanziamento sarà garantito annualmente sia dagli ammortamenti degli impianti sia dall’utile specifico del settore giovanile e quello realizzato dall’impianto sportivo. “La stima dell’utile -prosegue la dott.ssa Ripanucci- è di circa centomila euro l’anno questo significa che per recuperare la somma dei lavori fatti e da realizzare per un totale di 3 milioni e 227mila euro dividendoli per 30 anni la quota annuale di rientro sarebbe pari a 107mila. E’ oggettivamente necessario quindi espandere l’arco temporale da 30 a 40 anni. In questo modo la quota di rientro annuale diventa di 80mila euro. Quei ventimila euro rappresentano un margine di sicurezza che garantisce la possibilità di una gestione dell’impianto sana“.

Due le strade per finanziare quei due milioni e mezzo. A spiegarlo la notaio Maria Elisa D’ Andrea. “La gestione del Ciarrocchi -afferma- rientra ancora in una concessione sotto proroga Covid il che equivale a dire che tutte le spese di gestione sono interamente a carico della società sportiva e senza possibilità di rimborsi, Con il cosiddetto “decreto stadi”  è stata creata una semplificazione per l’affidamento degli impianti sportivi alle società o alle associazioni sportive con delle variazioni per una società dilettantistica come è oggi la Sambenedettese. In base all’articolo 5 di questo decreto la Sambenedettese ha recentemente protocollato una richiesta di affidamento del campo Ciarrocchi allegando al protocollo sia lo studio di fattibilità richiesto nella normativa sia il progetto preliminare proprio per chiedere l’affidamento pluriennale di 40 anni“.

La palla passa ora al Consiglio Comunale rivierasco. “Se vorrà -analizza ancora la notaio D’Andrea- dovrà riconoscere la pubblica utilità di questo progetto. Questa ipotesi fa sì che si possa evitare di passare per la messa a bando. Perché la società sportiva dilettantistica propone un progetto per la rigenerazione e riqualificazione e ammodernamento e successiva gestione, con la previsione di un utilizzo teso a favorire aggregazione, inclusione sociale e giovanile. E questa è la finalità prevista dal decreto. Il Ciarrocchi questi obiettivi li realizza già da tempo e ora potrà potenziare il tutto anche con l’accesso anche ai diversamente abili e alle donne”.

Per il finanziamento delle opere come si farà? “Siamo stati-risponde la notaio D’Andrea- presso il credito sportivo che ci ha proposto due vie. La prima prevede un finanziamento diretto alla società sportiva della durata di cinque anni con un tasso compreso tra il 6 e l’8 per cento per la metà di quello che viene investito. Questo significa che l’importo esatto è di 2 milioni e 575mila euro e per la metà esatta di questo importo ci viene proposto un finanziamento con un tasso normale che possiamo trovare sul mercato ma con un’ assistenza rivolta allo sport e di conseguenza molto più tecnica rispetto ad altre banche”.

L’altra soluzione è quella che sarebbe la preferita da parte della società ma, ovviamente, dovrà essere il comune a decidere. “La proposta -spiega la D’Andrea- è quella che a finanziare le opere sia integralmente l’amministrazione comunale con un tasso zero per i primi dieci anni (poi sale a circa il 2% ndr) con la società sportiva che rimborserebbe il Comune secondo le rate indicate dal credito sportivo. La soluzione economicamente migliore è evidente ma le decisioni non le prendiamo da soli quindi la nostra richiesta oggi è l’affidamento a 40 anni e ovviamente vorremmo pagare il meno possibile. Se così non dovesse essere andremo avanti lo stesso, ovviamente spendendo più soldi in termini di interessi”.

Il bando si apre il 4 aprile per le amministrazioni locali. Viene esaminato il progetto sia a livello economico che come bontà del progetto stesso. A settembre dovrebbe aprirsi invece il bando per le associazioni sportive. “Abbiamo parlato con il Comune – ha spiegato la notaio – e loro stanno decidendo cosa fare. La normativa è nuova e questo Comune non l’ha mai applicata anche perché non è semplicissimo trovare un privato che voglia investire così tanto”.

“Qui aggiunge il presidente della Samb Vittorio Massi– c’è una società che vuole far crescere San Benedetto. Se la Sambenedettese è veramente importante per la città oggi tutti hanno la possibilità di dimostrarlo. “Noi abbiamo fatto il massimo che potevamo fare. Ora tocca a qualcun altro muoversi. Al credito sportivo mi hanno detto che il sindaco mi dovrebbe fare la statua perché si tratta di uno dei migliori progetti presentati a livello nazionale”.

“Questo progetto- aggiunge Massi sarà un fiore all’occhiello per tutto il centro Italia. Oggi Ascoli ci ha superato in tutto e per tutto, sarà la Città dello Sport e ci ha totalmente sovrastato a livello di strutture. Noi ora abbiamo una grande opportunità. Ci sono tante strutture che si possono fare, seguire un po’ quello che hanno fatto i nostri cugini che vediamo ogni volta inaugurare una struttura nuova mentre noi restiamo sempre a guardare perché diciamo che tanto noi c’abbiamo il mare. Oggi vogliamo far crescere la Sambenedettese e si deve partire da basi solide, per quanto riguarda tutto il resto si può arrivare a sognare sul Riviera delle Palme perché sul Riviera stiamo facendo un grandissimo progetto”.

All’architetto Fabio Scarpantoni il compito di illustrare il progetto. “Oltre a dare dei servizi per lo sport e per il calcio giovanile – afferma il professionista – dà una serie di obiettivi legati all’ambiente e all’accessibilità. Macrobiettivi che ha voluto la società così come l’ecosostenibilità e per questo abbiamo dovuto fare un passo in più per dare l’autosufficienza energetica a tutto il campo prevedendo, per esempio, un impianto fotovoltaico da 50 kilowatt che può rendere autosufficiente tutta la struttura. Su esplicita richiesta del club abbiamo dovuto realizzare moltissimi spogliatoi. Questo dal momento che i settori giovanili hanno squadre per tutte le età e poi c’è il calcio femminile. Per questo servivano molti locali”.

“Il progetto -prosegue Scarpantoni nella sua analisi- prevede la realizzazione di una nuova tribuna scoperta. Una struttura che conterrà gli spogliatoi per la gara mentre la tribuna esistente sarà ampliata per ospitare una palestra e sarà ampliata anche la zona accoglienza come momento di socializzazione per le famiglie che accompagneranno i ragazzi nel campo. Ci sarà anche un’aula didattica che potrà anche essere messa al servizio del quartiere anche come sala cinema. Sui  tetti delle nuove strutture verranno realizzati campi da padel panoramici. Ce ne saranno tre, uno per il doppio e due per il singolo che, al momento a San Benedetto non esistono”.

“In spiaggia e alla Riserva Naturale Sentina si praticano sport legati al mare – spiega ancora il professionista sambenedettese – ed è molto utilizzato il percorso che da via Martiri di Marzabotto porta alla spiaggia. In quel punto abbiamo pensato di realizzare delle cabine con annesso spogliatoio, doccia e tutto l’occorrente. Infine al Ciarrocchi sorgerà un nuovo campo di calcio a 5 che sarà rivolto ai bambini più piccoli. Il campo principale risponderà a tutti i requisiti di sicurezza e sulla normativa Coni. E ci sarà anche una piscina riabilitativa scoperta dedicata alla riabilitazione degli sportivi”. Ora la palla passa all’amministrazione comunale che dovrà decidere in tempi brevi.

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