SECONDA CATEGORIA – Il presidente del Casette d’Ete, Corradini, alza la voce: “Ora siamo costretti a un allenamento in meno a settimana per risparmiare sull’illuminazione, poche partecipanti significa togliere un mese di costi”
di Marco Berré
Una delle squadre storiche di Sant’Elpidio a Mare è senza dubbio quella della frazione Casette d’Ete, che vive ormai dal 1968 e milita nel girone E di Seconda categoria. Il presidente Danilo Corradini ci racconta la storia e il suo punto di vista, sul calcio dilettantistico di seconda categoria.
Com’è nata la squadra e da quanto la gestisce?
“La squadra è nata nel 1968 grazie al parroco del posto, che ha raggruppato i giovani della zona e si è iscritto al campionato di terza categoria. Io invece sono nella società dal 1999, prima come dirigente, poi dal 2002 come presidente”.
Qual è stato l’apice della squadra nella sua lunga storia?
“Il massimo risultato ottenuto è la Promozione tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta, se consideriamo che all’epoca non esisteva l’Eccellenza, è sicuramente un risultato di prestigio”.
Quali sono gli obbiettivi e i progetti per la stagione 2022/23?
Quello che limita la nostra ambizione è sicuramente l’assenza delle infrastrutture di riferimento, che non ci permette di pensare in grande e di poter fare un progetto a lungo termine. E’ inutile pensar di fare un campionato da protagonisti, se poi manca l’infrastruttura. Il campo storico del Casette d’Ete ha subito un grave danno nel 2011, dopo l’esondazione del fiume adiacente, solamente grazie all’impegno e alla solidarietà dell’imprenditore Diego Della Valle, siamo riusciti a ripristinarlo, ma dopo l’ennesima esondazione nel 2016 il campo è stato distrutto definitivamente. Da lì siamo andati a giocare al campo di Bivio Cascinare, che prima era di terra rossa, ma poi lavorando l’abbiamo migliorato e ora è un campo d’erba.
Mentre a livello di risultati il nostro obiettivo è migliorare il piazzamento dello scorso anno e cercare di valorizzare i nostri giovani”.
Quali sono le squadre favorite per questa stagione nel vostro campionato?
“Sicuramente il Montecassiano, Pinturetta Falcor, la Monteluponese e ci inserirei anche l’Aries Trodica, che non è partita benissimo ma esprime un gran gioco e non sottovaluterei nemmeno la Promos Montefano”.
In un’era dove si parla di sostenibilità, quanto impatta l’aumento dei prezzi del gas e dell’energia elettrica per la vostra società?
“Innanzitutto dobbiamo fare un allenamento in meno a settimana, per poter risparmiare sull’illuminazione, ma quello che è maggiormente impattante è com’è stata strutturata la stagione. Anche quest’anno il campionato termina nel mese di maggio, la preparazione bisogna iniziarla ad agosto, molti giovani sono impegnati a livello lavorativo con le stagioni estive negli chalet, questo ci crea difficoltà a reperire calciatori. Poi a livello amministrativo e organizzativo dobbiamo già muoverci nel mese di luglio per iniziare a programmare la stagione e cercare i giocatori, quindi è un impegno di undici mesi l’anno, ed è un po’ troppo per delle squadre che fanno questo per hobby. Basterebbe ridurre il girone da sedici a quattordici squadre, questo porterebbe un beneficio enorme, innanzi tutto perché è un mese di lavoro in meno, che farebbe risparmiare sull’affitto del campo e sui costi fissi, permetterebbe ad una squadra dilettantistica di organizzare meglio la stagione successiva, senza tutte le difficoltà di sorta elencate poc’anzi. In questo deve venirci in aiuto la Figc regionale, poiché le esigenze di una squadra dilettantistica di Seconda categoria, differiscono molto da una di Promozione. Con la riduzione delle squadre in ogni girone sarebbe tutto più sostenibile”.
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