“Camerino non è morta”: la testimonianza dei commercianti e della Pro Loco

Delfina Benedetti e Gianluca Broglia hanno fatto un bilancio del primo anno del Sottocorte Village

Quella di domenica scorsa è stata sicuramente una grande festa per Camerino e per i suoi cittadini (leggi il nostro articolo). Il Sottocorte Village ha spento la sua prima candelina, accendendo la speranza nei cuori di tutti coloro che hanno dovuto affrontare questi difficili anni dopo il terremoto del 2016. In tanti si sono rimboccati le maniche e hanno costruito questa nuova piazza e nuovo punto di aggregazione che finalmente ha raggiunto il suo scopo.

“La giornata di domenica è andata bene, si è ritrovata tanta gente. Ed è stato davvero bello rivedere così tante persone e altrettanti ragazzini. Gli abitanti di Camerino ora sono sparsi nel territorio maceratese e quindi per i cittadini è stato difficile ritrovarsi e riprendere una normalità che ormai da tempo non c’è più. Sono proprio iniziative come questa che servono alla città per riportare la normalità persa” – commenta Delfina Benedetti, organizzatrice eventi della Pro Loco.

Benedetti ha raccontato: “E’ passato il primo anno e senza dubbio è stato difficile, è stato un esordio “basso”; forse proprio perché i camerti sono molto abitudinari, è stato difficile cambiare così repentinamente e vivere in questo modo provvisorio; abituarsi alle Sae, ad una nuova vita; è stato difficile per i commercianti ma anche per i cittadini, e soprattutto per gli anziani.

La mia speranza è che andrà sempre meglio, questo compleanno è stata davvero una bella cosa. Sono passati tre anni e non è stato semplice, questo mi sembra un ottimo risultato e sicuramente va ringraziata la Protezione Civile per aver creato questo centro che non è paragonabile a nessuna realtà nei dintorni proprio perché si è ricreata una piazza, delle vie, uno spazio dove ricreare una comunità”.

L’organizzatrice degli eventi della Pro Loco ha poi ringraziato entrambe le amministrazioni Comunali, sia quella precedente che ha voluto il Sottocorte Village e ha fatto in modo che venisse realizzato; sia la nuova amministrazione che ha visto l’importanza di questo spazio e ci ha creduto. “Io sono stata sempre positiva, purtroppo non si può fare niente al terremoto, quindi tutti i camerti si sono rimboccati le maniche e hanno deciso di andare avanti, è nel nostro spirito. Come Comune e Pro Loco abbiamo sempre portato avanti le tradizioni: anche se non veniva nessuno, perché in molti erano lontani da Camerino e lo spirito era a terra. Era importante per far vedere Camerino c’era e c’è ancora”.

Inoltre, ha ringraziato l’Università, l’ex Rettore Corradini e il Rettore Pettinari, per essere stati sempre presenti tra agli studenti e per aver proposto sin da subito dei piani per ripartire, per non fermare le lezioni e guardare al futuro insieme.

“Camerino non è morta, io tocco con mano la positività, facciamo tante cose per sentirci di nuovo vivi”, tuona Delfina Benedetti.

Gianluca Broglia, invece, ha riferito il punto di vista dei commercianti camerti, cosa è accaduto dopo l’ultima scossa del 30 ottobre del 2016: “Già dopo 38 giorni abbiamo aperto tendone del City Park, era l’8 dicembre del 2016. Eravamo stremati ma siamo tornati in centro, abbiamo recuperato tutte la merce all’interno dei nostri negozi distrutti e abbiamo provato a ricominciare. Da quando siamo arrivati al tendone abbiamo iniziato a guardare lo spicchio di terra che avevamo davanti e abbiamo pensato di realizzare qualcosa di più fruibile, soprattutto per i nostri clienti. Così è nato il Sottocorte Village e domenica, vedere tanta gente ci ha dato più speranza”.

“Il problema più grande – continua Broglia – è stata la dispersione della cittadinanza; tanti sono stati costretti ad andarsene e questo, a livello commerciale, ha portato ad una diminuzione del fatturato. Nonostante ciò, siamo molto positivi, dobbiamo crescere ancora, dobbiamo continuare ad organizzare manifestazioni, rendendoci conto che tutti questi sono dei passaggi che non possono essere abbattuti ma vanno attraversati e sono indispensabili per poter tornare in centro. Se non ci fosse stata questa possibilità la maggior parte delle attività avrebbe chiuso o sarebbe andata altrove. Non è una situazione permanente ma dobbiamo rimboccarci le maniche e andare avanti.

Noi ci crediamo in Camerino, investiamo in questa città e nel suo futuro. Non sappiamo quanto tempo ci vorrà ma non molliamo. Dobbiamo impegnarci noi del posto, non possiamo pensare che ci penserà qualcun altro. Siamo molto contenti della riuscita di questo anno appena trascorso e speriamo in altri migliori.

Veniteci a trovare. Quando ci chiedono <di che cosa avete bisogno?> Abbiamo solo bisogno delle persone, della gente che viene a trovarci perché Camerino ancora c’è“, conclude Gianluca Broglia.

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Author: redazione

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