Caldarola, quarto centenario del cardinale Pallotta

Sabato 22 agosto verrà celebrata in suffragio la Santa Messa alle 18.30

Per il primo dei quattro cardinali della famiglia Pallotta il 2020 rappresenta il quarto centenario della morte avvenuta a Roma il 22 agosto 1620 all’età di 72 anni. I genitori Desiderio e Domenica Cianfortini al momento del battesimo del primogenito optarono per il doppio nome: Giovanni Evangelista. Era il febbraio del 1548. All’età di 13 anni entrò nel seminario di Macerata e attorno all’anno 1571 ricevette l’ordinazione presbiterale. Nel 1573 era già sacerdote e figura come rector della chiesa di S. Martino a Caldarola. Da giovane sacerdote ebbe modo di conoscere Felice Peretti, il frate francescano dei padri conventuali.

Un’amicizia preziosa
Si rivelò un’amicizia di grande importanza quella con il cardinale Peretti quando fu eletto papa con il nome di Sisto V. Questi lo volle come suo cameriere segreto e gli affidò la dataria apostolica, un importante ufficio della curia romana per il conferimento di benefici ecclesiastici e grazie.
Rapida fu la sua carriera ecclesiastica perché nel settembre 1587 papa Sisto lo creò arcivescovo di Cosenza e nel successivo mese di dicembre lo aggregò al collegio cardinalizio con il titolo di San Matteo di Merulana.
La sua attività pastorale a Cosenza è poco documentata anche se i contemporanei lo onorarono come il “cardinal cosentino”. Nel marzo 1588 Sisto V lo nominò arciprete ad vitam della basilica di San Pietro e prefetto della Fabbrica di S. Pietro.

Amore per il paese natio
Per circa un trentennio, tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, s’impegnò per dare a Caldarola il centro rinascimentale elaborato, come aveva fatto a Roma.
Una tradizione orale caldarolese vuole che abbia utilizzato i marmi e le due colonne a tortiglione della vecchia chiesa di S. Pietro nella cornice della pala dell’altare della chiesa di San Martino.
A lui si deve la demolizione delle casupole a ridosso della cinta muraria e la costruzione di palazzi che ornano un lato dell’attuale piazza Vittorio Emanuele.
Sempre il cardinal Pallotta fece costruire il palazzo di Piazza destinato a residenza invernale, il campanile e la nuova chiesa di S. Martino.
Fece costruire anche il palazzo dei Priori, il seminario e la nuova chiesa di S. Gregorio e S. Valentino nel posto che allora si chiamava Pian di Gea. Tentò il rilancio delle attività produttive come le case della lana e della seta.


In prossimità dell’avito Palazzo di Monte, oggi comunemente chiamato “Castello Pallotta”, eresse il monastero femminile delle Canonichesse Lateranensi con la relativa chiesa di S. Caterina d’Alessandria ed è in questa chiesa che furono inumate le sue ceneri e quelle di suo nipote cardinal Giovanni Battista.

Mecenate
Non si limitò a rimodellare la piazza, le vie che conducono al castello e a tracciare il doppio tridente di collegamento del paese con l’antica strada romana, ma volle ornare la chiesa di S. Martino affidandosi alle opere del valente artista caldarolese Simone De Magistris.
Nella pala dell’altare maggiore, l’artista raffigurò nel lato destro lo stesso cardinale.

In memoria
La Municipalità il primo ottobre 1595 in Consiglio generale stabilì di eleggere il cardinale protettore di Caldarola “ […] Che Monsignor Illustrissimo Cardinale di Cosenza si elega per nostro protettore et che Sua Signoria Illustrissima sia pregata pigliar protetione de questa sua padria et faccia alto et basso come Sua Signoria Illustrissima piace […]”.

La consapevolezza del rilevante ruolo avuto nella Caldarola di fine Cinquecento così come in quella contemporanea, ci porta ad avviare oggi, studi di approfondimento sulla figura e sul ruolo che il cardinale Evangelista ha avuto nel suo tempo nella nostra terra e a Roma. I lavori avviati oggi vedranno il loro svolgimento nel corso di questo e del prossimo anno. Studiosi di fama nazionali verranno chiamati a dare il loro contributo.

Il cardinale Evangelista, nella sua epoca dette vita ad una grande opera di Rinnovamento, nei nostri giorni, le giornate di studio saranno prezioso fondamento per la Ricostruzione post sisma.

Sabato 22 agosto, giorno del VI centenario, verrà celebrata in suffragio la Santa Messa alle 18.30, all’aperto, nello spazio antistante il Monastero SAE, la cittadinanza è invitata a partecipare, seguendo le procedure anti-covid.

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