Calcio femminile, Poli: “Impossibile passare un anno senza giocare, noi siamo fortunate”

Chiara Poli

La giocatrice della Vis Civitanova ci parla della situazione intorno alla sua squadra e al movimento

Calcio vivo e calcio fermo. Per fortuna, dopo un’iniziale blackout, anche quello femminile è tornato a viaggiare anche nel 2021. Un calcio, quello a tinte rosa, che sta finalmente prendendo sempre più piede. I gol di tacco, o di tacchi, sono sempre più appetibili. A parlarci dell’avventura calcistica che sta vivendo insieme alla sua squadra è Chiara Poli, giocatrice della Vis Civitanova che ovviamente è contentissima di poter giocare, a differenza di molti altri: “Noi disputiamo il campionato nazionale di Serie C femminile, per questo motivo stiamo regolarmente giocando e portando avanti la stagione, non senza numerose problematiche dovute alla pandemia in corso”.

Una stagione che sicuramente non è stata continua..
No, abbiamo iniziato ad ottobre con la Coppa Italia e il Campionato che poi è stato sospeso dal 24 novembre al 24 gennaio per la seconda ondata che ha colpito l’Italia. Il tutto ha rallentato lo svolgimento del campionato e allungato la stagione al 20 di giugno.

Anche voi ovviamente siete super controllate per via del protocollo. Come fa la società a sostenere una spesa così?
Per poter giocare ogni settimana siamo sottoposte al tampone rapido obbligatorio, la società ha avviato una convenzione con un centro medico locale che regolarmente effettua i test a tutte noi atlete e allo staff societario. Tutti gli allenamenti sono controllati con la misura della temperatura e la separazione in più spogliatoi per cercare di mantenere le distanze. Questi costi gravano fortemente sulle società di calcio e per questo motivo i campionati minori non stanno ancora ripartendo.

Il calcio fermo è sicuramente un problema economico, ma anche sociale..
Un danno economico importante per società e sponsor e per tutte le attività legate al calcio e allo sport. Per non parlare appunto di tutte le persone che praticano il calcio e che non possono giocare dalle categorie regionali, ai settori giovanili e anche per chi amava giocare a calcetto con gli amici, sono tutte cose che mancano, sotto questo punto di vista siamo fortunate perché possiamo portare avanti la nostra passione. Non avrei potuto immaginare un anno senza calcio.

Il campionato della Vis Civitanova è suddiviso in 4 gironi, noi siamo nel girone C, che comprende Marche, Umbria, Lazio, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna. Come sta andando?
La società che ha deciso di affrontare il campionato perché, essendosi trovata al primo posto nella scorsa stagione in Eccellenza Marche al momento dell’interruzione dei campionati, ha potuto effettuare il salto di categoria. Lo staff tecnico mi ha cercato e fortemente voluto in estate, quindi ho accettato questa sfida. La società ha l’obiettivo di salvarsi e sta facendo sforzi economici anche inserendo nuove giocatrici per cercare di raggiungere l’obiettivo.

Le sfide però sono dure e la classifica non è delle migliori
Attualmente siamo in penultima posizione, con 3 punti, frutto di 3 pareggi, ultimo quello contro la Reggiana domenica scorsa. Il campionato è di ottimo livello e ci siamo trovati ad affrontare alcune corazzate costruite per salire in B, dove non abbiamo potuto esprimerci al meglio, ora siamo in fase di crescita. Ci sono formazioni molto attrezzate con atlete professioniste, come Sassari Torres, Arezzo e Bologna e altre come Jesina, Pistoiese e Riccione che a mio parere giocano un ottimo calcio. Cercheremo di fare punti con le squadre su cui fare la lotta salvezza, come Spoleto, Roma, Aprilia e la stessa Reggiana.

Questione Nazionale. Le azzurre si sono qualificate per gli Europei. Un orgoglio per tutto il movimento?
Non mi sorprende, il ct Milena Bartolini sta facendo un ottimo lavoro da tempo, e ci ha regalato delle grandi emozioni nell’ultimo mondiale facendo rimanere attaccati alla tv anche i più scettici. Lei stessa ha detto che stanno ribaltando i pregiudizi, credo che questo periodo sarà ricordato per molto tempo, è una Nazionale che fa vedere bel calcio ed emoziona tifosi e non, facendo avvicinare tante persone al calcio femminile. Il mio augurio è che, in questo momento dove il calcio ha difficoltà evidenti per la pandemia e il calcio maschile sembra sempre più lontano da quel calcio romantico che ricordiamo con nostalgia degli anni ’80 e ’90, le persone si possano avvicinare ritrovare in questo calcio femminile ancora puro.

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