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“Caffè pagati” e “Cappuccini in arrivo”: le intercettazioni dell’indagine per corruzione nel comune di Ancona- VIDEO

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E’ finito in manette il geometra Simone Bonci, mentre quattro imprenditori edili sono agli arresti domiciliari. Sono stati disposti 10 decreti di perquisizione, una trentina di persone sono indagate a piede libero

Altro che bufera. Quello che si è abbattuto sul comune di Ancona è un vero e proprio tsunami che ha portato all’arresto di un geometra di 40 anni, Simone Bonci, dipendente del comune finito a Montacuto, mentre quattro imprenditori edili sono attualmente agli arresti domiciliari. I particolari sono stati resi noti in occasione di una conferenza stampa che si è tenuta nei locali della Questura di Ancona e che ha visto la partecipazione del dottor Carlo Pinto, capo della Squadra Mobile e della Dottoressa Cinzia Nicolini, capo di Gabinetto della Questura di Ancona.

Sono stati disposti 10 decreti di perquisizione, mentre una trentina di persone sono indagate a piede libero. Di queste buona parte risultano essere dipendenti comunali, tra funzionari e responsabili di servizio.

L’indagine è partita nel 2018 quando la Questura di Ancona ha voluto far chiarezza su alcuni lavori eseguiti ed altri mai effettuati ma puntualmente pagati dal comune di Ancona. Un’indagine particolarmente complicata fatta anche di intercettazioni ambientali portata avanti in stretta collaborazione con il nucleo di polizia giudiziaria della Municipale di Ancona. Il blitz è scattato questa mattina e ha visto come principale protagonista Simone Bonci, il quale violando quelli che sono i principi cardine della pubblica amministrazione ovvero trasparenza, economicità e correttezza nonché inosservante del principio di rotazione degli inviti e delle assegnazioni dei lavori ne liquidava il compenso in modo diretto e sistemico premiando sempre le stesse ditte “amiche”.

Una sorta di cartello delle imprese quello smascherato dal personale della Squadra Mobile di Ancona diretta dal dottor Carlo Pinto: per rientrare nei costi di lavori ottenuti con gare al ribasso a queste quattro aziende – due di Ancona le altre della provincia – venivano assegnati altri lavori che spesso e volentieri non erano poi effettuati. In altri casi, i lavori erano eseguiti solo in parte per un valore di gran lunga inferiore a quello speso dall’amministrazione comunale. In cambio il geometra infedele, secondo l’accusa, avrebbe ricevuto una serie di doni come televisori, telefoni cellulari, un Iphone, un drone con una di queste ditte che gli avrebbe anche rifatto il pavimento di casa bagno, compreso di arredi.

Ad incastrare il geometra anconetano sono state le intercettazioni ambientali in cui si parla di “caffè pagati” ma anche di probabili “cappuccini in arrivo”, così come la consegna di alcuni materiali poi utilizzati per ristrutturare un appartamento dalle parti di via Tiziano per l’abitazione privata del geometra per un valore di circa 30.000 euro. Indagini che hanno coinvolto altre 30 persone, la maggior parte dipendenti comunali, che dovranno rispondere di una serie di reati come abuso d’ufficio, falsità materiale e ideologica in atti pubblici, turbata libertà degli incanti ed in materia ambientale, truffa aggravata ai danni dello Stato e finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche cosi come rifiuto di atti d’ufficio.

I lavori finiti sotto la lente d’ingrandimento della Procura quelli eseguiti al Passetto nella zona dei laghetti, alcuni interventi lungo le strade, in immobili di proprietà del comune ma anche opere realizzate nei veri cimiteri presenti nel capoluogo di regione. Le perquisizioni sono scattate negli uffici dei lavori pubblici al comune di Ancona al quarto piano di piazza XXIV Maggio ma anche negli uffici di piazza Cavour. Il geometra Simone Bonci, finito a Montacuto fa parte dell’area Direzione e manutenzione frana e protezione civile del Comune di Ancona. Per due degli imprenditori finiri agli arresti domiciliari è stato necessario raggiungere il sud delle Marche e l’Abruzzo dove stavano svolgendo dei lavori.

Tanti i documenti sequestrati dagli inquirenti materiale ritenuto interessante ai fini dell’indagine. A coordinare l’attività investigativa i pm Valentina D’Agostino e Ruggero Dicuonzo per la Procura di Ancona. Tra i locali perquisiti anche l’ufficio di Paolo Manarini, Assessore ai Lavori pubblici per il Comune di Ancona.

Una vicenda piuttosto delicata che in tarda mattinata ha visto anche l’intervento del sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, che ha ribadito “massima fiducia nell’operato delle forze dell’ordine in attesa di valutare quello che è realmente accaduto senza travolgere la dignità delle perone nè tantomeno allestire processi via YouTube fermo restando che sarà applicato un certo rigore per quanto accaduto nei confronti dei responsabili”.

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