Cacia: “Riguardo sempre i miei gol ad Ascoli, contro il Cagliari è stato indescrivibile”

Daniele Cacia

SERIE B – L’ex attaccante bianconero parla del Picchio e del suo futuro

Lui sa che cosa vuol dire salvezza. Daniele Cacia, il bomber che ha militato con la maglia dell’Ascoli Calcio dal 2015 al 2017 siglando gol abbastanza importanti per la salvezza, è intervenuto ai microfoni di Radio Ascoli: “Facendo i conti con questo brutto periodo innanzitutto dico che sto bene e la mia famiglia sta bene, questa è la cosa più importante. Non sempre ma spesso, quando seguo la Serie B, la squadra che seguo con più amore è l’Ascoli. Ero sicuro che ce l’avrebbero fatta, è un ambiente in cui sembra che se non si va a soffrire la salvezza non sia bella. Quando arrivi con l’acqua alla gola poi ne esci, fa parte dell’ambiente ormai. Di solito dalle sofferenze si impara sempre, ad Ascoli più che mai. Ho avuto gran piacere per il raggiungimento dell’obiettivo”.

“Quando arrivai ad Ascoli non venni convinto al cento per cento – continua Cacia – perché venivo da una delusione in Serie A a Bologna. Non ho mai nascosto che ci misi un po’ a sbollire e ingranare, ma penso poi di averlo fatto bene. Il tutto anche grazie alla piazza di Ascoli che mi è stata vicino quando vedevo di non riuscire a dare quanto volevo dare. La mia carriera poi ha sempre detto questo: la qualità alla fine ce l’avrei messa prima o poi. L’ambiente si aspettava tanto e subito, poi veramente credo che sia stata una gioia indescrivibile la salvezza. Sapevo che fosse importante e bella Ascoli, ma poi scoprirlo sulla propria pelle è una cosa diversa. I gol in bianconero? Mio figlio li riguarda sempre quindi li ricordo tutti a memoria. Il più bello credo sia veramente quello con il Cagliari, emozione indescrivibile dove non capisci quello che provi. Ogni attaccante sa dopo il gol, bello o brutto che sia, per otto secondi non hai pensieri. Quello è stato devastante: la curva piena, la gente, da brividi. La giornata a Terni fu bellissima, anche dopo Pescara avevo visto i tifosi a festeggiare con noi. Ed eravamo forse quartultimi e rimasi sorpreso dalla reazione. Pensavo ad un ambiente meno sereno e invece mi sono emozionato capendo la piazza quanto fosse speciale. Tre giorni dopo con il Modena iniziai a fare doppietta “.

Cacia parla anche del suo futuro: “Ho terminato il corso da direttore sportivo ma per una serie di motivi, legati anche al covid, l’esame finale è sempre rimandato. Spero di poterlo fare il prima possibile. Mi piacerebbe restare in questo mondo ma credo mai per fare l’allenatore, credo di essere portato per fare il dirigente. Gli altri compagni di Ascoli? Devo essere onesto, è l’unico vero gruppo che è resistito agli anni. Con Perez ci sentiamo sempre, con Mengoni, Bianchi, Favilli, Altobelli. E Giorgi, ci prendiamo in giro ogni giorno. Quel gruppo sul cellulare che facemmo all’epoca ancora resiste “.